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giovedì 27 novembre 2014

" E TU QUANDO LO FAI UN FIGLIO?" COSE CHE SUCCEDONO AD UN' AMICA NULLIPARA.

Mentre noi mamme siamo qui a chiederci perché il pediatra non risponde mai al telefono, c’è ancora la nostra amica senza figli per scelta o no che si chiede perché da quando abbiamo partorito in qualche modo è cambiata anche la sua vita e non di certo in meglio.

Alle cene a casa di amici, lei è sempre presente ma in realtà odia i nostri discorsi e vorrebbe essere altrove. E’ una vera amica, perché subisce per tre ore consecutive i nostri racconti su parti estenuanti con travaglio di 48 ore  e l’unica cosa che le viene in mente in quel momento è che preferirebbe guardare la partita Bari-Ternana con gli uomini pur di dare riposo alle proprie orecchie.

Quando noi mamme siamo in gruppo, la sua situazione peggiora. Iniziamo a sovrastarci l’una con l’altra su quale sia il miglior omogeneizzato  ad agricoltura biologica in commercio, sul colore preciso della prima pupu o peggio ancora sull'estrazione della nostra placenta ed è proprio in quel momento che lei sta valutando seriamente  l’invenzione di un preservativo in cemento armato.
 Cerca inutilmente di spostare il discorso su altri argomenti come lo shopping natalizio su Privalia o l’ultima tecnica di colorazione per capelli, ma noi che non ci facciamo una tinta dal giorno del test di gravidanza, la guardiamo come fosse un’aliena e con quella espressione di chi pensa “ ed ora cosa c’entrava?”.

Quando diventiamo mamme, la nostra povera amica, perde la sua vera identità. Dal giorno del nostro parto non ha più un nome, ma diventa  “la Zia”, e si, anche quando si parlerà di sesso sfrenato. Come a dire che lei sarà per sempre  la zia del pelo incolto, con la sigaretta in bocca e la voce rauca che mai nella vita avrà dei figli. Ma lei sta affrontando un lutto, quello nostro, che ci siamo trasformate da compagne di sbornia del venerdì sera ad “ aiutami ad alzare questo maledetto passeggino che ho la cervicale infiammata”.
 
pianetamamma
Si sente additata quando al mare per sbaglio le esce un seno dal costume, mentre noi non ci facciamo alcun problema a tirar fuori le nostre tette da mucca Carolina rigonfie di latte in pieno sabato pomeriggio al centro commerciale.

Quando vogliamo invitarla a cena, le mandiamo un whatsapp più o meno così :
” Zia vieni a cena da me stasera? Mamma sta preparando tante cose buone” .
 La nostra amica a quel punto è indecisa se rispondere:
 “ Stammi alla larga tu e quel genio di tuo figlio che scrive messaggi a sei mesi” o “ certo amore di zia, verrò sicuramente a mangiare quelle schifezze macrobiotiche che prepara tua madre”.

Inventa scuse assurde per non ritrovarsi al compleanno dei nostri figli, tipo “ho la  febbre a 40 a ferragosto”, o “ devo sbrinare il freezer che mi si è allagata a cucina”  e quando le domandiamo con espressione schifata come fa ancora a dormire fino le 13:00 la domenica mattina, si chiede se siamo invidiose delle sue ore di sonno o se semplicemente cretine.


Ma il peggio per lei arriva quando le chiediamo : “ E tu? Quando lo fai? E lei vorrebbe tanto risponderci “ Ora che ho visto voi, MAI !” ed esce in balcone per fumare una sigaretta, che vede oramai come la sua unica ancora di salvataggio più che un mezzo di morte sicura. 

lunedì 16 settembre 2013

BLOGGEANNO

Sinceramente pensavo che avrei chiuso il blog dopo il decimo post. La mia poca costanza nelle cose è quella caratteristica che mi ha accompagnata tutta la vita e che mi fa ancora prendere le ramanzine da mia madre. Va beh, #chissene. Stavolta almeno posso dire di aver raggiunto l'anno di blog. Ho deciso di riassumere le mie considerazioni in alcuni punti, un po come si fa quando uno compie gli anni o arriva l'anno nuovo e pare che bisogna fare per forza il punto della situazione.



1- Cosa voglio dal mio blog? Che mi trovi un lavoro super, magari dentro la rivista più figa della nazione? Magari. Ma la vita non è un film. La vita non è una commedia americana, che poi va a finire sempre bene. Poi la vita in Italia, è arrancare con il lavoro che ti ritrovi, perché questo hai, per fortuna che ce l'hai e questo ti tieni.Quindi, ad un anno dall'apertura del blog, cosa voglio? Un bel niente.

2- Fashion Week. Ad ogni cambio di stagione c'è la week  con la moda che andrà l'anno successivo. A Milano c'è la fashion week e a Roma c'è l'Altaroma. Per il momento, sono riuscita (ed è già tanto) ad andare ad AltaRoma, saltando come un grillo da una sfilata all'altra come se non facessi nient'altro nella vita. In queste situazioni, tutto sta nell'atteggiamento. Se uno ad esempio, parcheggia la propria auto sopra un albero, mettendo il biglietto del parcheggio del giorno prima e si infila  e sfila tacchi come se niente fosse, allora è un fashion week addicted.
C'è un'altra cosa molto importante da sapere sulla fashion week: tirarsela come se non ci fosse un domani, è una delle cose fondamentali. Ho visto bloggers sgomitare per passare davanti ai fotografi,  ho visto gente che il giorno prima ti saluta e il giorno dopo alla sfilata fa finta di nulla, ho visto gente fare il baciamano (#viprego). Nonostante questi dettagli e tanti altri che non sto qui a raccontarvi, e che detesto con tutta me stessa, la fashion week è sempre la fashion week, ed io anche questa volta non andrò a Milano. Tentare di capire il mondo degli accrediti è un percorso lungo e tortuoso e per il momento non mi sono nemmeno più di tanto avventurata. Mi è bastato già stare un mese dietro al Pitti, #mancofosselaweekdiparigi.
3- Pagina Fan Facebook. Ho aperto la pagina Facebook per necessità. Necessitavo di far sapere ai miei amici che avevo un blog e che se volevano, potevano diventare miei fans. E' andata bene. Non solo i miei amici hanno messo il loro like, ma me ne sono arrivati altri di gente totalmente sconosciuta. Solo che dopo un anno ti aspetti che il numero di fans sia aumentato a dismisura, e invece ti ritrovi a scoprire che barcamenarsi tra 1 400 e i 450 fans è una caccola secondo il fashion marketing. Poi scopro che quasi tutte le bloggers, pagano facebook per avere la pubblicità e allora #itornicontano.

4- L'armadio di una fashion blogger. Si presume, che l'armadio di una fashion blogger sia uno splendore. Si presume che dovrei avere una scarpiera ordinata e minimal, ma con una vagonata di scarpe di ogni brand. Si presume che il mio beauty, sia pieno di prodotti Chanel. Invece mi ritrovo piena di campioncini, (credo di essere l'unica che li utilizza davvero), una scarpiera di Ikea con scarpe pressate a forza e un armadio dove non si distingue più un pantalone da una maglietta. Va beh, ma almeno sono piena di vestiti regalati da varie case di moda. No.
Altra cosa che ho scoperto da poco: alcune bloggers contattano le aziende, che producono cose dal gusto discutibile, per farsi mandare prodotti a casa. Quando sono venuta a conoscenza di questa notizia, mi sono sentita come la bambina che scopre che Babbo Natale non esiste, e sono arrivata alla conclusione che mi devo sentire fortunata, perché le poche cose che ho ricevuto in regalo dopo un anno di blog, non le ho chieste io. #pigliaeportaacasa



5- Commenti sul blog. Da un po di tempo, non ci sono più commenti nel mio blog. E' una cosa che ho voluto io. Si perchè, tra bloggers funziona che se uno commenta gli altri blog, allora riceve commenti. Se uno non commenta, non riceve un bel niente. Questo meccanismo, porta spesso a dei commenti falsi che spesso fanno percepire che il post venga letto con superficialità o addirittura ignorato. Invece a me piace commentare cose che ho letto, e non tanto per, e gradirei anche, che dopo tre ore a scrivere, la gente commenti avendo capito almeno di cosa sto parlando. Utopia pura nel piccolo mondo dei bloggers. Alcuni hanno "talmente tanti impegni" da non poter leggere il tuo post, ma rompono l'anima tutto il giorno con il loro, come se fosse più importante del tuo. Ora, ricevo solo commenti disinteressati.
#megliopochimabuoni

6- Chi legge il mio blog? Una delle cose che mi ha fatto più piacere in questo periodo, è stato sapere che ci sono ragazze che io non conosco, che ogni giorno aprono il mio blog per leggermi. Lo so che non mi crederete mai, ma un accredito alla sfilata di Dolce & Gabbama, non mi avrebbe reso così felice. #piccolesoddisfazioni

7- Futuro. In futuro, sento che scrivere qui non mi basterà più e che sfogherò la mia creatività attraverso qualche altra cosa,  ma ancora non so bene cosa. Per il momento continuerò a rompervi l'anima con i miei post, che vi piacciano o no. In fondo, questo è e sarà sempre IL MIO BLOG.

BUON BLOGGEANNO LITTLE FASHION PLACE!



venerdì 13 settembre 2013

#CIVETTIAMO, LA RUBRICA DEGLI ERRORI FATALI, EPISODIO 11

Buongiorno cari amici,
pochi giorni e quest'incubo chiamato estate sarà finito. Non mi chiedete perché: andatevi a leggere gli episodi 8,9,10 di #civettiamo e lo capirete ! Ancora un velocissimo episodio di #civettiamo summer edition e poi iniziamo con gli orrori autunno-inverno. (ho già intravisto delle mezze ciofeghe in giro).

La t-shirt con la scritta improbabile

Da un po di tempo, impazza la moda della maglia con scritta ad effetto. Scartate quelle della serie
" Armani -Comio", " Non sono grassa- sono soft" che si possono tranquillamente trovare nei migliori centri storici di cittadine turisiche e che io trovo veramente in sintonia con l'uomo borsello e la donna col tribale; la vera chicca, sta nel trovare la maglietta "fashion" dell'estate.
Dopo " Jimmy Choo mi spiccia casa", " Stasera faccio la brava" e " Alti livelli" (giuro che esiste!), ecco l'ultima arrivata:



Punto primo: non sono riuscita a trovare sul web una foto di quella che ho visto qualche giorno fa (buon segno)
Punto secondo: ho dovuto armarmi di Polyvore (per chi non lo conoscesse, nuoce gravemente alla salute, ne sconsiglio vivamente l'uso), per realizzare questo grazioso bozzetto.
Punto terzo: dove minchia vai con questa maglietta.
Ei tu! si parlo a te che te ne vai in giro con quella finta Birkin verde fluo! Non peggiorare la tua situazione, consiglio da amica.

Ma passiamo pure al secondo orrore di oggi!

La sciarpa d'estate



Le #civettiamo girls, la chiamano pashmina, che fa tanto India Style.
Per me è e rimane una sciarpa, uno sconcallamento estivo, un supplizio, un qualcosa che somiglia a "che ho fatto di male nella vita?". 
In questi casi, vorrei aver studiato psicologia per capire meglio qual'è il perverso percorso mentale  che porta le mie civettiamo girls ad un tale autolesionismo. 
Non ci crede nessuno al fatto che siete diventate intellettuali, quella sciarpa non vi fa diventare improvvisamente geni da premio Nobel, soprattutto se indossata con una canotta o peggio ancora con un costume. Quindi, siate oneste con voi stesse e fate un mea culpa. Qualche idea? Visto che vi piace tanto il masochismo, prendete la vostra sciarpetta ed iniziate a frustarvi da sole (tanto piaga in più piaga in meno.....)

Le crocs



Era tanto che covavo questo disagio estivo. Non riuscivo a capire cos'era questa specie di bruciore allo stomaco continuo. Poi ho capito.Tutto il mondo usa le Crocs. Esistono negozi chiamati Crocs che vendono solo Crocs. Esistono Crocs per bambini, per neonati, per pensionati e per cani. Esistono Crocs con pelliccia e perciò sfoderabili (non sia mai che le usi solo d'estate); esistono Crocs con Peppa Pig e Winnie il maledetto, e poi ci sono loro: le Crocs finte, quelle che vendono in spiaggia a 3 euro, quelle che producono una puzza non umana. 
Ma non è finita qui. Esiste la Crocs col calzino. Ok, non credo di riuscire a proseguire. 

#Civettiamo Summer edition finisce qui! Ci vediamo al prossimo episodio con i primi orrori autunnali, anzi segnalatemi pure, se li avete già visti! E se vi va, seguitemi su Facebook .

Buon week end #civettiamo girls!













lunedì 2 settembre 2013

NEW IN: ACQUA DI PARMA

Buongiorno carissimi amici,
sono un po di giorni che sono nuovamente difronte al pc, dopo una bellissima vacanza passata al mare.
Oggi vi voglio parlare di una scoperta che ho fatto da poco tempo, per la precisione nel periodo in cui sono stata a Londra. Infatti è stato proprio in questa meravigliosa città, che ho scoperto i profumi della linea Acqua di Parma; della serie... innamorarsi a Londra di un'eccellenza italiana.
Si perchè in Italia abbiamo gli spaghetti, la pizza, la Ferrari, la moda e poi... l'Acqua di Parma.
Non sono mai stata una fissata con i profumi, soprattutto di quelli che usano tutti (vedi ad esempio Narciso Rodriguez, buono ma ce l'hanno cani e porci), ma mi è capitato più volte di innamorarmi di alcune essenze che io solitamente chiamo "da sniffo" perché se me le spruzzo addosso sono capace di stare tutto il giorno ad annusarmi.


Il profumo dice subito chi sei e cosa ami, determina la personalità e il gusto, e a volte, veste più di un abito elegante. Nonostante questo, non passo la mia vita a comprare profumi e quando finisco il flacone del mio, vado nel panico, perché non so vivere senza, ma allo stesso tempo, penso che costino uno sproposito. Così attendo sempre il mio compleanno o il Natale e inizio da subito a centellinare ogni goccia di profumo come se fosse "oro colato". Gioca a mio favore il fatto che non amo metterne troppo e odio profondamente quelle persone che quando mi passano davanti, inquinano l'ambiente circostante con il proprio.
Insomma, perché devo cibarmi tutto il giorno il tuo Narciso o il tuo Hipnotic? Perché devo tornare a casa con il tuo profumo addosso? Ci vuole educazione, anche nell'usare il profumo e non parlo di andarci a dormire come Marilyn. Bastano due gocce sotto il collo e se il profumo è di decente fattura, si sentirà lo stesso, ad esempio, nel momento di un saluto e la scia che lascerete, sarà lieve e piacevole, soprattutto per nasi allenati.

Acqua di Parma è uno dei profumi più eleganti che conosco. Nasce principalmente come profumo da uomo, ma alcune linee, tipo quella che di cui ora sono in possesso (yahoooooo!!!!), sono unisex. Non si trova in tutte le profumerie, ma solo in alcune boutique del profumo (quelle che ci sono da una vita) o in alcuni negozi specializzati in sartoria maschile.


Acqua di Parma, ha una storia non indifferente, perché nasce nel 1916 a Parma, per merito di alcuni maestri profumieri che diedero vita alla prima vera e propria Colonia Italiana con ingredienti naturali. Negli anni Cinquanta, arriva il vero e proprio successo di questo profumo, grazie ai divi hollywoodiani che lo scoprirono nelle raffinate sartorie artigianali italiane e ad oggi rimane sempre una scelta da veri intenditori.

Entrando in una delle profumerie più conosciute di Sabaudia, ho scoperto l'esistenza di un 'infinità di essenze diverse dell'Acqua di Parma, perciò se vi piace il genere, dovrete solo scegliere quella più adatta a voi. Anche se in realtà, il meglio si ottiene mischiando due o più note tra loro della stessa linea (grazie commesso per avermi fatto scoprire questa cosa e avermi riempita di campioncini di Acqua di Parma !!!!).  Mi piacciono i profumi dolci ma non nauseanti e che lasciano una piccola punta aspra alla fine. Il Santo commesso, così,  me li ha fatti provare tutti (non si sa mai): Arancia di Capri, Mirto di Panarea, Bergamotto di Calabria, Fico di Amalfi (anche questo buonissimo!). Ma alla fine sono rimasta convinta del primo che avevo sentito a Londra e di cui mi ero letteralmente innamorata: il Mandorlo di Sicilia.





A casa ho scoperto anche che, sia il flacone (in vetro), che il tappo (in bachelite), sono realizzati artigianalmente, e il confezionamento realizzato a mano, proprio come un tempo; tutte caratteristiche che rendono ancora più lussuoso questo iconico profumo.

Ora è li, nel mio bagno e spero tanto non faccia la stessa fine dell'Eau d'Issey rotta da mia figlia qualche tempo fa, altro che Glade Soffi, la casa è rimasta profumata per più di un anno!

Bene cari amici,per oggi vi saluto, e ricordate di non esagerare con il profumo!

Buona settimana!






giovedì 29 agosto 2013

MARZIA TROIANI FOTOGRAFA

Buongiorno carissimi amici,
oggi vi voglio mostrare il risultato di un lavoro fatto questa estate prima delle mie vacanze con una strepitosa fotografa. Ci siamo conosciute parecchio tempo fa in una scuola di Canto, Ballo e Recitazione. All'epoca, tre giorni della mia settimana erano dedicati a queste attività (tranne la recitazione), e devo dire che tutt'ora amo cantare e ballare (sotto la doccia). Con il tempo le cose cambiano, si cresce  e si prendono altre strade, penso sia normale. Ognuno trova la propria dimensione nelle cose che ama più fare e mentre io sono qui a scrivere di moda o almeno a provarci, Marzia si è dedicata con tutta se stessa alla fotografia. Quando vedo una persona fare quello che più le piace, mi ricarico di energia e lavorare con Marzia è stato bellissimo oltre che facilissimo.
Non sono mai andata da un fotografo per fare le classiche foto da book che tutte le ragazze hanno in cameretta, non le ho fatte nemmeno in gravidanza, perciò almeno per il blog (a dir la verità, anche da tenere per me), volevo delle foto che  rappresentassero me stessa e  quello che mi piace fare.
Per quanto mi riguarda, non essendo una modella di professione e non avendo quelle caratteristiche fondamentali per venire perfettamente nelle foto, apprezzo molto quei fotografi che mi sanno dire precisamente cosa devo fare e come mi devo mettere per venire almeno decentemente o semplicemente per dire " ah però, non sembro nemmeno io", nel momento in cui rivedo le foto (capita raramente).
Marzia ci è riuscita. Dopo i primi scatti in cui ero evidentemente tesa, è riuscita a mettermi a mio agio. La giornata era molto afosa, ero appena uscita dal mio ufficio (per chi non lo sapesse non campo di blogging- magari), e il parco che avevamo scelto per le foto era invaso da cicale.
Tutte le foto, sono state scattate nel cuore dell'Eur, un quartiere di Roma nato nel 1935, durante il regime fascista, in occasione dell' Esposizione Universale . L'architettura è rigorosa ed essenziale, ma si vengono a creare tantissimi giochi di luce interessanti per chi ama la fotografia. Ed è proprio nel bel mezzo di triangoli e rettangoli di luce che Marzia mi ha fatta posizionare per ottenere il meglio dalle sue fotografie. Tra tante risate e qualche imprevisto, ecco qualche foto!


Se volete, potete aggiungerla anche voi su Facebook cliccando a questo link: MARZIA TROIANI FOTOGRAFA.

























Abito-Anello-Sandali: Hm
Scarpe: Converse
Orecchini: Chanel
Cinta-Cappello: no brand

Thank you Marzia !





lunedì 5 agosto 2013

#DESIDERIO DEL GIORNO: #HAVAIANAS

Cari amici,
questo è uno di quei lunedì in cui l'amarezza di non essere ancora in vacanza mi travolge come un'onda anomala in un momento di distrazione. E' uno di quei lunedì in cui rimpiango il sabato e la domenica come se non tornassero mai più, quando mi rendo conto poi, che per le vacanze, mi mancano ancora 10 tristissimi giorni di ufficio in pieno agosto. Il viaggio da casa all'ufficio, che per fortuna non rimane troppo lungo, è il momento in cui penso e ripenso, a volte lo ammetto, a delle stronzate assurde. E stamattina, pensate che brutto scherzo del destino, passando in una sorta di triangolo delle Bermuda che odorava di frittura di pesce (per chi non lo sapesse, lavoro in una zona di mare), mi sono ritrovata a pensare ai miei infiniti desideri estivi. Inutile dirvi, che penso spesso a cosa vorrei acquistare di nuovo, facendo una specie di riassunto mentale delle cose più belle.  A volte penso a quello che vorrei acquistare in quel preciso momento, non tralasciando l'aspetto di come userei quell'abitino o quei sandali.
Così ho deciso di dare vita a questa nuova rubrica, perché la mia lista dei desideri è inesauribile e mi piacerebbe condividerla con voi per vedere se sono pazza o meno.
E stamattina mentre ascoltavo Teenage dream di Katy Perry e immaginavo di essere su una spiaggia di Miami al tramonto,  ho avuto una sorta di illuminazione: mi servono un paio di infradito, e anche subito!
Non qualsiasi infradito, ma un altro paio di Havaianas. 
Le Havaianas d'estate sono necessarie come la granita alla menta in spiaggia, non sono un capriccio, non sono un desiderio tanto per, sono NECESSARIE. Una volta, ricordo di aver passato una settimana a Barcellona, camminando tutto il giorno con le mie Havaianas Rosse, le toglievo solo per andare a dormire e in fondo....l'idea più sublime dell'estate per me è proprio questa: non sandali con tacco, niente Jimmy Choo stavolta (Oh Dio se proprio insistete), ma un paio di Havaianas ai piedi. La novità? è che non voglio Havaianas colorate, "ciccione" e brazil ma le voglio slim e che domande...nere!



Il mio desiderio irrefrenabile di acquistare un paio di Havaianas nere e slim, si è scatenato quando sfogliando una rivista sotto l'ombrellone, ho visto un'attrice (di cui non ricordo il nome) indossarle con un delizioso abitino anni 50. Certo, io non sono bianca cadaverica, non ho capelli corti e tanto meno biondi ossigenati, ma voglio correre il rischio di sembrare una burina pur di avere quel paio di Havaianas.
Finalmente così, avrò il coraggio di frullare dal balcone le mie vecchie Havaianas, con una certa soddisfazione, soprattutto per quando riguarda il modello rosso con farfalle bianche in cui le farfalle iniziano a sembrare dei bacarozzi.
Insomma, 25 € sembra essere il prezzo giusto per acquistare cose intelligenti (ricordate il solare Shiseido?) e in fondo questo desiderio è del tutto realizzabile (per fortuna). Spero solo che con i saldi, non ci sia stata una vera e propria caccia alle Havaianas nere e slim, numero 36 di Nicoletta.
E voi siete delle Havaianas addicted?




(foto da Marieclaire.com)

Vi auguro una meravigliosa settimana !


venerdì 2 agosto 2013

IO E IL CONCETTO DEL MINIMAL IN VACANZA

Cari amici,
è arrivato il fatidico momento delle ferie e per i più fortunati, delle vacanze. Ma, e mi rivolgo soprattutto alle donne, il panico sorge sempre nel momento in cui apriamo la nostra mega valigia senza sapere precisamente con cosa dobbiamo riempirla. In giro si dice che noi donne, andiamo in vacanza e ci portiamo tutto l'armadio, che i nostri compagni viaggiano con una borsettina da palestra, mentre noi ne abbiamo una solo di scarpe. Bene. Questa è la volta buona per dimostrare che non è così, che per una volta si sbagliano, e di brutto anche.
Con questo post, voglio anche parlarvi della mia esperienza in materia di "riempimento di valigie": posso dirlo? Sono la numero 1. Riesco a chiudere valigie in cui la cerniera chiede pietà anche sotto 47 gradi al sole, perché meglio una fatica oggi in aeroporto che un rimpianto in vacanza domani. Quante volte vi è capitato che in pieno decollo, invece di pensare al possibile schianto dell'aereo, vi è venuto in mente quel meraviglioso paio di sandali che all'ultimo momento avete deciso di non portare più "perché tanto non li metterò mai"? La tentazione di portarsi tutto l'armadio è tanta, d'altronde la stagione non vi aiuta, i capi estivi sono facilmente "schiacciabili", "arrotolabili", "ingoiabili?"; a meno che come me, non scegliate di andare in piena estate, dall'altra parte dell'emisfero con temperature al di sotto dello zero. Sto parlando di una mia vacanza di qualche anno fa, che mi ha vista costretta a preparare in agosto, una valigia (che rispettasse il limite) completamente invernale. Li sono guai, guai veri. Se esiste qualche sfigata come me che d'estate se ne va al freddo, sono realmente dispiaciuta. Mi ricordo di aver passato giorni a decidere se portare il cappotto  o il piumino, alla fine vinse il cappotto, ma ho passato la vacanza a battere i denti. In più durante il viaggio, si staccò un bottone ed io nella borsa ho sempre un centimetro portabile per misurare il mio punto vita che cresce a dismisura, ma mai un kit del cucito. Non saprei proprio come usarlo.


Il dramma vero è iniziato quando mi resi conto che dovevo portare pochi capi ma funzionali: io non ho capi funzionali. Ho capi difficili, difficilissimi, acquistati senza un criterio vero e proprio e che non si possono indossare senza quel paio di jeans e senza quella gonna, senza quelle calze, senza quelle scarpe. Appena sceglievo uno dei miei capi "non funzionali", la valigia si riempiva di cavolate che ruotavano intorno a quel look che io immaginavo strafigo e che puntualmente si rivelava una vera delusione rivedendo le foto della vacanza ormai terminata. I miei capi funzionali sono il pigiama, le mutande e i calzini. Dopo liste cartacee infinite di cose da portare, la mia selezione era pronta per la valigia: pochi capi, quasi tutti neri. La vacanza con i look più tristi della mia vita. Il lato positivo? Provare il lusso della tintoria in Hotel. Se non vi è mai capitato, provatelo, fatevi lavare anche solo un paio di mutande, così per dire in giro che avete usufruito della lavanderia in Hotel, che fa tanto diva.

Ma torniamo al problema della valigia estiva. Ora va tanto di moda il minimal. Minimal per l'arredamento, minimal per l'abbigliamento, minimal per il cibo (non ce provate), ed ebbene si: minimal per la valigia. Come apro una qualsiasi rivista di moda, mi trovo davanti consigli su come riempire la valigia e il discorso è sempre quello, nauseante fino alle ossa: poche cose, lussuose e funzionali.
Premesso che mi viene un veleno in corpo quando leggo che in spiaggia mi dovrei portare l'ultimo borsone multiuso di Prada da 4000 euro, che io lascerei perennemente in una teca priva d'aria, vi dico anche che il concetto del minimal in vacanza, non è del tutto sbagliato. Il problema è traslare codesto concetto, dalle proposte delle rivista, al nostro armadio sfigato, e dal nostro armadio sfigato, alla nostra valigia.
Per quanto mi riguarda, adoro vincere facile. Adoro quei look vacanzieri della serie "ho aperto la mia valigia ed ho infilato la prima cosa che ho trovato", e che in realtà sono "non ho chiuso occhio stanotte per infilarmi questo abitino bianco".
Lo so care mie, arrivare al concetto di minimal in vacanza, è un percorso lungo e tortuoso,  ma sono sicura che ce la potete fare.

modaperprincipianti.com





1- il problema scarpe. Puntate su scarpe comode e carine, un paio di infradito dorati o color cuoio ad esempio, che siano adatti per la spiaggia ma anche per la sera. Non cedete a quel paio di sandali tacco 12, non li userete mai.
2- scegliete dei shorts di jeans. Non qualsiasi paio ma quelli che vi stanno meglio. Per quanto vi sia possibile, evitate di comprare quelli con le tasche che svolazzano che vanno tanto adesso.
Se si vedono le tasche, significa che state con le chiappe al vento.
3- maxi abito. Total black, total white, a fiori o a righe, fate voi. Con i saldi li ho trovati anche a 10 euro, giuro!
4- la classica T-shirt bianca. Anche quella della Fruit of the Loom, anche di una taglia in più va bene. Legatela o lasciatela lunga sopra gli shorts.
5- l'abitino nero. Ci vuole sempre e comunque, anche con un cataclisma.
6- due borse: non è necessario il borsone di Prada, nemmeno quello finto (per carità). Opterei per una borsa in tela da mare, utilizzabile anche per il giorno o per le escursioni e una clutch da sera, con l'imperativo di osare, osare sempre per gli accessori!
7-Costume: dal precedente post, si evince una mia intolleranza per i costumi Tezenis. Chiedo perdono a tutte le  fans di Tezenis, ma se proprio non potete fare a meno di andarci, acquistate un costume tinta unita. Per tutto il resto, sono amante di quei costumi che stanno bene alle persone. Ad ognuna il suo, a meno che non siate Belen Rodriguez.
8- Il solare: meglio se intelligente. Io ho acquistato (e non lo lascio più) quello della Shiseido a spray.
25.00 euro spese bene: in un unico prodotto ho solare corpo, viso e capelli. L'abbronzatura che da è sul color cacao intenso.



Pensate di farcela? Concentratevi. La valigia minimal è chic, e voi siete chic. Viaggiare con otto valigie non è da voi, e non perché non va più di moda, ma perché gli uomini non sono più quelli di una volta, e il vostro compagno non vi aiuterà a portarle. Non sapete che soddisfazione quando il vostro uomo, guardando la vostra valigetta, vi dirà: " Tutto qui?", godrete più di quando Andy ha portato il manoscritto di Harry Potter alle gemelle di Miranda, ve lo assicuro.
Spero di esservi stata utile, raccontatemi se avete già provato il "brivido" del minimal in vacanza o gli insulti del vostro partner nel caso contrario.
Vi abbraccio tutte (e vi sono vicina).





mercoledì 31 luglio 2013

#CIVETTIAMO: LA RUBRICA DEGLI ERRORI FATALI, EPISODIO 10

Carissimi seguaci,
incredibile ma vero, siamo arrivati al decimo episodio di #civettiamo. Estate o inverno, gli errori non mancano, serve solo qualcuno che abbia il coraggio di dire al mondo che certe cose fanno schifo.
Ed è qui che entriamo in gioco io e la mia mission: dichiarare tutta la verità su cose orride.
Andando in giro per negozi e centri commerciali durante i saldi, oltre ad avere scoperto che non sono in grado di acquistare cose a saldo, causa snervamento da disordine post guerra civile per l'ultimo paio di boyfriend jeans decenti scontati rimasti, mi sono resa conto, che se una cosa non mi piace (e sia chiaro: continua a non piacermi), secondo la testa bacata di alcuni fatidici direttori marketing di super aziende, me le dovrei far piacere, auto convincendomi che quella determinata cosa va di moda, e perciò è il top!
Eh no cari miei. Non conoscete la belva. Io il crop top con la pancia non me lo metto, io la mia ciccia la copro e come! Anzi, negli anni, credo di aver sviluppato una capacità chiamata "esaltazione di qualità fisiche", una materia sconosciuta alla mie amate #civettiamogirls.
Insomma, che mondo sarebbe senza di loro?
Con questo episodio, spero di chiudere definitivamente la questione estate, ma non ne sono proprio tanto sicura, per cui vorrei ancora andarci con i piedi di piombo, lasciando spazio a quello che potrebbe rivelarsi il peggio del peggio.
Nel frattempo, i miei #civettiamofans, aumentano a dismisura: vi voglio bene sappiatelo.
Ma passiamo pure agli orrori di questa settimana, la fonte di ispirazione continua ad essere lei: la spiaggia.


Il costume spezzato n'do cojo n'do cojo

Per le più sofisticate "Mix and Match". Una volta, il mix and match nei negozi di costumi, era inteso come possibilità di prendere una taglia per il reggiseno e un'altra per la mutanda o al massimo, abbinare colori a tinta unita con fantasie della stessa tonalità. Oggi come oggi, con questa espressione, si intende invece, ( e secondo me anche questa volta, è colpa della crisi economica) mischiare i vecchi costumi abbandonati nel proprio armadio, alla "n'do cojo cojo, tanto va de moda".
Così, proprio come la mutanda del bikini, col tempo è diventata un cerotto copri parti intime, il mix and match, ha subito una pericolosissima evoluzione.
Il "ndo cojo cojo universale", ha origine qualche estate fa, quando sulla spiagge di Formentera, veline e velonze, hanno iniziato a pensare che un po come ad Hollywood, uno dei modi per far parlare di se, era vestirsi a cavolo.
Ora. Spostiamoci sempre nella mia amata Capocotta beach. Non siamo a Formentera, non siamo a Copacabana, ma siamo a Capocotta, e non puoi fare il "n'do cojo cojo" mettendo un reggiseno giallo fluo sopra e una mutanda verde fluo sotto, una fascia  bandiera del Brasile sopra e una mutanda Stati Uniti sotto, e soprattutto non puoi farlo con la collezione 2011 e 2012 di Tezenis.
Detto ciò, voglio sottolineare il mio profondo rispetto per la saggezza delle #civettiamogirls nel non cadere in crisi isteriche, ogni qualvolta che in spiaggia, hanno difronte una con il loro stesso identico costume acquistato da Tezenis; non oso immaginare il disagio provato, quando il "n'do cojo cojo Tezenis" è praticamente identico.
(Definizione del "n'do cojo cojo Tezenis": Indossare costumi Tezenis acquistati da dieci anni a questa parte, mischiando slip e reggiseni di più collezioni, ignorando il fatto che il risultato finale non se pò guardà.)
 Io personalmente, utilizzo il "n'do cojo cojo style" quando mi rendo conto di aver acquistato una taglia troppo piccola di mutanda, insomma da quando la taglia 40 è la nuova 56, non ci si raccapezza più nulla con le misure e quindi, per mettere il pezzo sopra del mio costume preferito (ma con taglia sbagliata di mutanda), mi trovo costretta a scegliere la modalità "n'do cojo cojo", ritenendo che le migliori soluzioni siano tinta unita su tinta unita e/o fantasia su tinta unita (magari scegliendo tonalità sobrie).
E voi, di che " n'do cojo cojo" siete?

Costumi Tezenis pronti per il "n'do cojo cojo"
N.b: No non state impazzendo, vi stanno proprio perseguitando e  sono di nuovo loro: costumi Tezenis all'attacco!


Il secondo orrore di oggi é:

Lo stivale invernale in spiaggia (schiuma compresa)

Giuro che non volevo darvi questo dispiacere, ma ingenuamente ho pensato che queste cose non esistessero più. Pensavo male, malissimo.
E sono arrivata alla conclusione che troppa Tv fa male; non sono dicerie, fa male veramente.



Ed è ufficiale: la versione #civettiamogirl per la categoria "stivali in spiaggia" 2013 è questa: capelli lunghi con shatush privo di gradazione, abbronzatura ignorante da Olio Johnson fin dal primo giorno di sole, caftano fluo e lui: non uno stivaletto, non un infradito che non accetta di essere tale, ma il vero e proprio stivale invernale con tacco. Mentre cammina in spiaggia, la mia #civettiamogirl ride, sembrando all'apparenza gioiosa e serena; nella realtà, mi sta soffrendo come un cane, i suoi piedi urlano libertà, gli stivali anche e  la schiuma sta avanzando decisa tra l'alluce e l'illice. E'questione di tempo, ancora poche ore e tutti i clienti dello stabilimento rimarranno soffocati dalla sua puzza.

Come sapete, più volte questa rubrica ha toccato l'aspetto sociale (ricordate il virus della bocca a culo di gallina?). Oggi vi voglio parlare di un altro virus che velocemente si sta diffondendo su tutte le spiagge italiane e non solo:

La foto inguinale: dalla spiaggia a Facebook

Premesso che non me ne può fregare di meno che tu sei al mare mentre io cerco di sopravvivere al mio full time in ufficio, mi chiedo che razza di moda sia farsi una foto dall'inguine in giù con costume Tezenis "n'do cojo cojo", in riva al mare.



Ho già tanti problemi: non ho tempo per andare dall'estetista ad esempio, e mi arrangio spesso con cerette fai da te con scatola invitante che si rivelano vere e proprie fabbriche di peli incarniti; cosa ho fatto di male per dovermi cibare il tuo inguine spiattellato li, sulla mia bacheca di Facebook, con tanto di frasi idiote: " Oggi Total relax", "Oggi non ci sono per nessuno", " Today Sun and Sea"?
Fottiti. Tu e il tuo costume "n'do cojo cojo Tezenis", tu e i tuoi peli inguinali camuffati da Instagram, tu e la tua estetista sempre gentile e disponibile.

Per oggi #civettiamo termina qui, non so se sono realmente pronta per andare in ferie, ma tra poco mi tocca!Non è detta l'ultima, tenetevi sempre  pronti ad altri orrori e non esitate a segnalarmene altri!
Vi bacio tutti miei #civettiamofans e ricordate che vi adoro!







giovedì 4 luglio 2013

NAYRA LAISE: LA MODA DIVENTA ARTE.

Buongiorno carissimi lettori,
come vi avevo già accennato nel precedente post, giovedì scorso, sono stata invitata dalla stilista
 Nayra Laise, nel suo atelier in Via di Ripetta a Roma, per la presentazione della sua nuova collezione estiva.
Vi avevo già parlato di lei e della sua visione della moda, in questo post, ricordate?
Impossibile non distinguere un abito Nayra Laise: l'eleganza della donna è sempre al primo posto.
Per questa collezione la dolce Nayra si ispira al mondo delle favole, le stesse che si raccontano ai bambini, ed essendo anche lei una mamma, riesce alla perfezione nel suo intento.
Interpreta quei sogni raccontati ai bimbi,  attraverso veli di tulle, pura seta, crsitalli swarovsky, pizzo e perle.

Nayra Laise e Roberto di Costanzo

Nayra, custodisce gelosamente il lavoro delle sue sarte italiane, e porta avanti con fierezza, l'eccellenza del Made in Italy, con l'altissima qualità sia della lavorazione, sia dei materiali utilizzati.
Non viene mai tralasciato dalla stilista, l'aspetto dell'arte, che inesorabilmente, si rivela collegata alla moda: Nayra infatti, sceglie di collaborare con l'artista Roberto di Costanzo, che ha trasformato le sue creazioni, in opere d'arte da ammirare, realizzate con la rigorosa tecnica del disegno con china.
Anche la stessa stilista, ha realizzato un abito completamente in carta, che l'artista ha disegnato, imitando le decorazioni in pizzo, presenti in alcuni abiti della collezione.

Vi lascio con alcuni scatti dedicati all'evento.

(Foto di Riccardo Masti e Andrea Vierucci)


Marzia Ponzi (Fucsia Tv- Nayra Laise- Erika Gottardi e Massimiliano Piccinno (direttori del magazine Woman and Bride)

Nayra Laise


(Foto di Nicoletta Valls)

Io e la stilista Nayra Laise

Io E Marzia Ponzi (Fucsia Tv)

Io ed Erika Gottardi (Woman and Bride)





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