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lunedì 25 novembre 2013

#CIVETTIAMO, LA RUBRICA DEGLI ERRORi FATALI EPISODIO 12

Io non lo so se ci sarà mai fine a questa storia, non lo so se un bel giorno mi sveglierò e non vedrò più borse Armani di plastica con marchio a fuoco, finte Birkin fluo con  cuori Tiffany penzolanti, maculato sparso a casaccio e Carrera bianchi. Ma finché ci sarà tutto questo, ci sarà anche #CIVETTIAMO, la rubrica degli errori fatali.
Oggi ci occuperemo di alcuni errori che tendono a concentrarsi durante l'inverno.

IL VANO TENTATIVO DI INDOSSARE UN PIUMINO BELLO.
Il piumino non è bello, non nasce come un capo che tende all'eleganza, alla raffinatezza, alla ricerca di uno stile. Il piumino nasce per coprirsi dal freddo. Punto. Nulla di più semplice. Per cui il piumino deve essere piumino, mi deve rimanere tale, deve adempiere alle sue originarie funzioni. Quindi andrà bene se sembrerete degli omini Michelin, andrà bene se sceglierete un modello da neve, uno leggero, uno lungo con cappuccio. Ma in giro ho visto gente con questo genere di piumini:





Piumini che sembrano cani barboncini tosati, piumini che rivendicano la loro voglia di essere cappotti, piumini voglio ma non posso, ma io dico sempre: se non puoi, non puoi. Non ti avventurare in ridicole imbottiture che ti fanno sembrare Crudelia Demon, solo perché hai freddo ma vuoi sentirti "fesciòn".
Ma il peggio deve arrivare: piumini ripieni di strass, dentro e fuori, perché strass è bello, strass fa subito sera, strass ti illumina subito il viso manco fossi una pallina di Natale.
E poi c'è il piumino lucido, stile busta della spazzatura, scarafaggio di città e ancora il micro piumino, con elastico atomico in vita ultra contenitivo "che slancia".

Che fai non ce lo metti pure un volant sulla manica?

Micro piumino dotato di strass per le più coraggiose




PERCHE' NON e' INVERNO SENZA UGG



Una civettiamo girl, lo sa. Lo sa che in inverno ci vuole l' UGG. E se non può comprare gli originali australiani, lei si accontenterà di quelli della bancarella. Quelli che si sformeranno dopo due passi, quelli che si spappoleranno insieme alla neve della pista Topolino ad Ovindoli.
Ugg, il classico esempio di come la moda crea mostri, Ugg, elementi intoccabili nell'armadio di una vera trendy girl, Ugg, lo stivale per una vera donna delle nevi che si sentirà sensuale come Victoria Silvstedt nel suo ultimo calendario nel mese di Gennaio. Ma l'Ugg non è fine a se stesso, l'utilizzo dell'Ugg, mi comporta l'utilizzo dei leggins, per cui i due elementi mi andranno a braccetto tutto l'inverno, e il risultato sarà disastroso. La situazione precipiterà, quando la civettiamo girl, non potrà fare a meno di acquistare la versione di Ugg con paillettes per il cenone di Capodanno, o per la festa di Natale in ufficio o semplicemente per le sue serate più glam. E state certe, LO FARA'.






Le più affezionate, non mi potranno rinunciare all'Ugg nemmeno in estate, indossandolo con shorts inguinali. La nostra adorata Britney sa di cosa parlo.



L' UNGHIA GLITTERATA ASSASSINA

Non è inverno, senza l'unghia glitterata. Perché se hai il piumino lucido con strass e non hai l'unghia glitterata, non funziona niente: la tessera dell'autobus non passa, la Cinquecento rosa non parte e il giornalaio ha finito Eva 2000. Insomma, son problemi seri.

Ma per avere l'unghia glitterata, bisogna avere stomaco. Farsi installare un'impalcatura del genere sull'unghia naturale, non è roba che fan tutte. Ci vorrà sangue freddo e capacità di reazione, se nel fornetto che fredderà quella roba, sentirete un lieve bruciore che si trasformerà presto in un incendio.
Ma chissene, l'importante è avere l'unghia glitterata in pendant con gli Ugg di Natale e poco importa se nel frattempo vi siete bruciate mezza mano.





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lunedì 11 novembre 2013

MA COME TI VESTIREI CARLA GOZZI

Oggi è il turno di Carla Gozzi, style coach, blogger e conduttrice tv, divenuta celebre grazie al programma "Ma come ti vesti", da cui si ispira il titolo della mia rubrica.
Carla Gozzi, non è simpatica alla gente. Capisco che una che si presenta in tv, cercando di combattere a suo dire, cattivo gusto e sciatteria, quando mezza Italia non ha nemmeno i soldi per fare la spesa, oltretutto usando termini e linguaggi sconosciuti anche a Giorgio Armani, non può rimanere simpatica. Un essere strano, che ride mettendosi sempre la mano davanti la bocca come se fosse in piena digestione e che consiglia a grandi e piccini intimo shaping. Eppure, un grandissimo successo per la trasmissione "Ma come ti vesti" , condotta insieme ad Enzo Miccio,un duetto vincente che ha messo mezza popolazione contro la moda e che ha fatto dire ad alta voce " Mi vesto come cavolo mi pare".
Allo stesso tempo, credo che nella caricatura dei loro personaggi (perché in fondo di questo si tratta), ci sia una buona dose di ironia ed  autoironia. Chi non capisce, probabilmente, si sta prendendo troppo sul serio,e prendersi troppo sul serio, a volte può essere dannoso e poco utile.
 Ma torniamo a Carla Gozzi. Non voglio criticare tanto il personaggio che interpreta, in fondo è una che da quanto ho capito, mangia pane e moda da quando aveva tre anni, ma voglio esprimere la mia opinione sul suo stile.

Ma conosciamola meglio attraverso alcune sue caratteristiche.

-E' una fissata con le occasioni d'uso, tanto che nei vari programmi tv, non fa altro che ripetere quanto sia importante distinguerle e  addirittura, conduce un ulteriore programma basato su questo concetto(" il guardaroba perfetto"), dove si diverte a rimodernare l'armadio di povere criste, dividendolo appunto in occasioni d'uso e riciclando capi che secondo lei sarebbero finiti nella differenziata. Diciamolo. I risultati, a volte sono pietosi.
-Non si sa bene quanti anni abbia. Quando chiedi a qualcuno l'età di Carla Gozzi, ti risponde: bohhhh???  Mistero della fede.
- Porta sempre i capelli raccolti. Un altro mistero. Tempo fa, si fece un taglio alla Raffaella Carrà che le donava moltissimo, finalmente era riuscita ad ottenere un'aria più giovanile. Ma dopo un mesetto,eccola un'altra volta con quel noiosissimo chignon in testa, per giunta con un tremendo colore tra il bianco e il grigio. Indefinito e vecchio.


Ho guardato e riguardato le sue foto e la conclusione è che io la trovo di un antico indescrivibile.

Carla mia ora sono io a parlare per te: ci vogliamo dare una rimodernata? ci vogliamo vestire in maniera più adeguata? Se la risposta è si, ho delle proposte per te che spero apprezzerai e se poi vuoi ricambiare il favore, regalandomi una carta prepagata da 1500€ da spendere come nel tuo programma tv, fai pure!



PRIMO LOOK: Cardigan e tubino- tubino-cardigan-CHE BARBA-CHE NOIA


Carla tu non sei la Wintour e se c'è una cosa che trovo veramente antica,è il cardigan sopra il tubino.
Poi se ci mettiamo anche la pettinatura alla Mary Poppins, abbiamo fatto proprio un bel quadretto.
Carla, io ti vorrei vestita così:

Abiti Ermanno Scervino


So che ami molto Ermanno Scervino e che hai anche lavorato per lui. Ti capisco, è un maestro in classe, eleganza ma anche modernità. Ho scelto due abiti semplicissimi all'apparenza, ma con dettagli in pelle traforata che li rendono più moderni e attuali. Per i capelli, ti consiglio una coda alta e guai se ti rivedo con quel cardigan!

SECONDO LOOK: Di blu e di celeste, burino ci si veste.

Foto da Real Time. Il Gurdaroba perfetto

Improvvisamente, amore per il vintage : camicia vintage, gonna vintage, occhiali vintage. Per dirlo alla Carla :" Non ci siamooooooooo !"


Va bene un dettaglio, ma travestirsi da carnevale mi sembra eccessivo, per giunta abbinando turchese e azzurro. Cara Carla, ecco la mia proposta per te, decisamente più rock:




TERZO LOOK: Running e pizzo, qualcosa non torna.
Cara Carla non ci siamo. Mi sei andata all' Avon Running con  leggins trasparenti che sembrano calze, top nero e shorts in pizzo? E le occasioni d'uso dove sono finite?


Forse, vista l'occasione, sarebbero stati più adatti degli indumenti tecnici e senza troppi fronzoli. Decathlon non morde.



Per oggi vi saluto, lasciandovi con la caricatura delle caricature !



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Buona settimana!



mercoledì 16 ottobre 2013

MA COME TI VESTIREI BELEN RODRIGUEZ

Belen Rodriguez. Un nome, un successo. Appena lo pronunci, è già curiosità, è già pettegolezzo. Non mi vergogno a dirlo, io la seguo ovunque: in tv, su Facebook, su Instagram; so più dettagli io sulla sua vita privata che sua madre. Ma la verità è che mi sta simpatica; sarà perché è argentina? sarà perché sa presentare, cantare, ballare, sculettare?
Nonostante questo, il guardare le sue foto, mi genera una serie di complessi non descrivibili. Quando rimase incinta di Santiago, ero felice, ma non per lei. Dentro di me speravo vivamente che dopo la sua gravidanza, magari terminata con un bel parto cesareo, le rimanesse qualche residuo di ciccia sparsa per il corpo (tipo sulla pancia?), e in qualche modo si deformasse. Ma niente.
E'meglio di prima. Il suo volto rilassato a pochi giorni dopo il parto è la cosa più fastidiosa che io abbia mai visto, si perché i miei giorni post parto, sono stati belli si, ma comunque non una passeggiata di salute, tra punti post cesareo, prime colichette notturne, disordine in casa e crisi isteriche con i vecchi vestiti che non mi entravano più.
Ma lei invece no. Una gravidanza passata su tacco 12, un allattamento felice e sereno senza ragadi, nessun rigurgito addosso, e qualche giorno dopo il parto, to'! Pancia piatta.
Però, cosa inspiegabile, ci piace, e se la vedessimo non so, con un millimetro di doppio mento, ci arrabbieremmo pure come bestie; d'altronde quella le sue sudate in palestra se le fa, perché non si deve preoccupare certo di chi le guarda Santiago, perciò ingenuamente, voglio pensare che se fossi miliardaria anche io, non mi ritroverei a 3 anni dal parto con la pancia di una al 5 mese di gravidanza.

Questo post è per voi mamma disperate, è per voi ragazze complessate: una cosa negativa Belen ce l'ha.
 Non si sa vestire. Vediamo qualche suo look insieme, e tu Belen, perdonami.


PRIMO LOOK: Versione pattinatrice sul ghiaccio. L'abito in questione è di Roberto Cavalli, ed è chiaramente ispirato allo stile Charleston. Ma a parer mio, per Belen, rimane troppo scollato (anche se su di lei abbiamo visto di peggio).
Inoltre, con un abito così, avrei fatto un'acconciatura del tutto diversa, magari con capelli sciolti, riga da una parte e onde morbide, tanto per dirne una, ma non così. Non da pattinatrice olimpionica. Le scarpe poi, sono un cazzotto in un'occhio.




Voglio rimanere fedele alle sue intenzioni, così come ho fatto con Ilary la volta scorsa, e non stravolgere completamente il look. Ho scelto un abito leggermente più lungo e quindi più elegante, mentre per le scarpe, ho sostituito i cazzotti gialli con un modello ispirato agli anni 20 di Stuart Weitzman.





SECONDO LOOK: Versione ginnasta. Premetto che le creazioni di Daniele Carlotta, mi piacciono molto, è giovanissimo ma ha già un percorso professionale ben definito e da lui mi aspetto grandi cose nel futuro. Questa tutina a fantasia Vichy, sul corpo di Belen, NON FA UNA PIEGA. Il problema è che non la vedo per niente adatta sul palco di Italia's Got Talent, nonostante sia un programma in cui pullulano concorrenti con abiti stravaganti. Mono spalla, mono gamba, peplum, le mancano solo il nastro, la palla e il cerchio e il quadretto è perfetto.




Io propongo due diversi tipi di jumpsuits, entrambe secondo me, molto più adatte. La seconda, appartiene alla collezione di un brand che ho conosciuto a Londra e che mi piace molto, se vi piace il genere, potete cliccare QUI e vedere tutta la collezione.




TERZO LOOK: Anche questo, bocciato. Non capisco questa necessità di scoprire ogni volta qualcosa.
Che è bella lo sappiamo, ma a volte un abitino al ginocchio non le starebbe male, sarebbe bella lo stesso.
Per quanto riguarda i sandali, tra tutto il ben di Dio che Giuseppe Zanotti offre con la sua collezione 2013/14, non avrei mai e poi mai scelto questi; o forse si, ma nella versione nero e oro e comunque, 1250.00 € buttate al vento.



Che ci volete fare, sono pazza per i tubini al ginocchio, lo sono sempre stata. Per Belen propongo quindi di sostituire questo look, con un bel tubino rosso super fashion by Victoria Beckham, che si diverte tanto a disegnarli (e  se li fa pure pagare una tombola).




giovedì 3 ottobre 2013

#CIVETTIAMO: LA RUBRICA DEGLI ERRORI FATALI , EPISODIO 12


L'estate è finita, sempre sia lodato, abbiamo partorito. Quest'anno in particolar modo sono stata intollerante al caldo, pur non avendo rotto le balle sui social con la storia che non sopportavo il caldo, come moltissimo civettiamo people ha fatto. Ma finalmente il 23 settembre l'abbiamo superato ed è arrivato l'autunno.
Ottobre è il mio mese preferito, anche se è detestato un po da tutti. E' quello del che mi metto? del cambio di stagione affrettato e sconclusionato, e del mio compleanno. Tra poco infatti, farò 30 anni e il guardarmi allo specchio non sarà più come prima perché quel giorno ci sarà una ruga ad aspettarmi.
 LO SO.
Ma parliamo pure di questa rubrica.
In tanti mi avete chiesto: "ma quando arriva #CIVETTIAMO?", " ma quanto ci metti a scriverlo?".
 Vi rispondo: per scriverlo, oltre ad avere degli orrori da commentare,  devo essere ispirata e spesso ispirazione equivale a rodimento del chicchero.
Che ci volete fare, mi sfogo così.

LA SCARPA DI PLURIBALL




Su Instagram se ne vedono di tutti i colori, dovrei scrivere un'altra rubrica su questo, ma il mondo non è pronto. Per dirne una, ho dovuto smettere di seguire Asia Argento perché puntualmente pubblicava foto schifose mentre stavo mangiando.
Invece questa foto, l'ho rubata dal profilo di una famosissima blogger che non ho capito ancora se fa la blogger, molto fiera del suo ultimo bottino.
Quando l'ho vista, ho pensato subito agli amici di Scarpedemmerda che seguo con molto piacere su Facebook.  L'orrore proviene dal Pitti  2013, e viene definita così: una pantofola chic, dalla forma lineare e sobria (Un minuto di silenzio per il vero e proprio significato di sobrietà PER FAVORE).
A parte questo insignificante dettaglio, sarei talmente tentata di scoppiare tutti quei pallini, che mi farei venire un esaurimento nervoso e penso anche che, se la mia raccolta differenziata serve a contribuire alla nascita di questi orrori, smetto da oggi stesso.
 A voi i pensieri.


PER CHI PENSA CHE GUESS SIA FICO




L'ho fatto. Ho portato la mia maxi bag Guess al mercatino dell'usato e l'ho venduta. Pensavo che se la sarebbero presa ad occhi chiusi, e invece l'hanno ispezionata con la lente d'ingrandimento, aperta e chiusa più volte per accertarsi che funzionasse la lampo, e mi hanno detto: "ok, la prendiamo ma solo per questa volta".
Ora. Se anche al mercatino dell'usato stavano per rifiutare una borsa Guess usata due volte in tutto, è GRAVE. Perciò mi rivolgo a voi, voi che andate in giro fieri della vostra collezione di cose firmate Guess, che non è più tempo. So che vi sentite troppo "fessscccion" con quella scritta sbrilluccicosa Guess, so che non potreste fare a meno della vostra tracollina dove la "G" in metallo pesa più della vostra testa, so che finchè c'è Guess c'è casa, ma armatevi di coraggio e andate alla ricerca di un mercatino ancora disposto a ritirare le vostre cose prima che sia troppo tardi.

Il web è già carico di annunci Guess:




Vendo borsa guess originale, completamente nuova e mai indossata, ancora con l'etichetta e il codice e completa di astuccio in stoffa.  (attenzione l'astuccio in stoffa è fondamentale)
Modello tracolla, color marrone logata, con pattina in acciaio che raffigura il logo Guess. ampia e capiente, con vari scomparti fuori e all'interno. 
Comodissima per il tempo libero e trendy per la sera

Trendy per la seraaaaaaaAAAA?????

e ancora...




Vendo Borsa Guess di jeans. Carina, piccola ma spaziosa all' interno.
 Vendo causa inutilizzo. X qualsiasi info contattatemi.

Credo che nessuno contatterà mai questa povera ragazza.



Ed ora qualcosa di cui non vi ho mai parlato, ma che tocca profondamente la sensibilità di tutti noi.

IL TRUCCO COATTO



Non potevo vivere così, senza avervi parlato del trucco coatto.
 Il trucco coatto coinvolge tantissime donne: dalla quindicenne inesperta che si avventura da Kiko, alla 
cinquantenne che tenta disperatamente di darsi un tono. 
Insomma può presentarsi la necessità di  zoccolettare, rendersi vagamente piacenti a qualsiasi età. 
Ricordate Pamela Anderson, che correva sulle spiagge di Malibu con il suo strizzato costume rosso intero, truccata come Marilyn Manson? Adoravo il suo personaggio che faceva ben capire qual'era il ruolo fondamentale della donna nella società e che mi faceva venire il complesso delle tette.
Ma non vorrei perdere di vista il fulcro del discorso, il VERO PROBLEMA.

Il vero problema è che non è ancora cambiato molto il trucco delle civettiamo girls: lo chiamano "smokey eyes", ma non fanno altro che comprare la palette di H&M e spalmarsela a buffo sulla palpebra; lo chiamano "contorno labbra" ma il vero e proprio nome sarebbe "abusivismo", le chiamano "sopracciglia", ma credo che su Marte ci siano più peli con una radice ancora attiva.



Per oggi #CIVETTIAMO termina qui, spero che l'attesa non sia stata vana, ricordate di segnalare nuovi orrori alla mia casella di posta e soprattutto non smettete di civettare insieme a me!
Baci a tutti!

giovedì 26 settembre 2013

MA COME TI VESTIREI ILARY BLASI.

Mettiamo subito le cose in chiaro. Lei è una delle poche che mi piace vedere in tv. E' simpatica, bella, sa condurre nella maniera giusta, ancora non ha un account facebook, twitter ed instagram, parla in romanaccio ed è la moglie del capitano, quindi le porterò rispetto comunque sia; ma c'è da dire una cosa: le persone la ricordano non solo per tutte queste qualità, ma  anche per come la vestono alle Iene.  La vestono talmente male che anche gli uomini, che solitamente non guardano queste cose, se ne sono resi conto.

Capisco benissimo che in un contesto scherzoso come quello delle Iene, si possa giocare con la moda, mixando creazioni di grandi stilisti e quelle di giovani designer; ma non accetto di far cadere  Ilary nel ridicolo con capi che non si addicono assolutamente a lei.
Nella scorsa edizione delle Iene, ci ha deliziati con abbinamenti forti, spaziando nei meandri della moda, senza uno stile ben preciso, e a volte cadendo un pochino nella volgarità. Io invece mi diverto ad immaginarla più chic, sempre mantenendo quella nota sbarazzina che piace tanto a lei o al suo stylist (chissà?)

Quest'anno, speravamo tutti di vederla vestita meglio, e invece si è presentata alla prima puntata  della nuova edizione delle Iene, vestita così:



L'abito che indossava, fa parte della nuova collezione di Emanuel Ungaro, disegnato da Fausto Puglisi che è il nuovo direttore artistico della maison.
La prima differenza che salta all'occhio è sicuramente l'effetto che fa lo stesso abito su una donna di carnagione chiara e una di carnagione scura. A parte questo, non condivido ne la scelta del cinturone in pelle, ne la scelta dell'abito.



Ho deciso di reinterpretare a mio modo i suoi look delle Iene della scorsa edizione, sempre utilizzando il mio caro e vecchio Polyvore (droga per me) e cercando di rimanere fedele all'idea iniziale del look.  Ilary perdonami.

PRIMO LOOK : La gonna mi può anche star bene. Ilary, nonostante sia mamma di due figli ha una forma invidiabile e quindi ok per la pencil skirt rossa. Ma quel top, quel top somiglia tantissimo al mio reggiseno per l'allattamento in versione denim. Le tette non sembrano respirare ed io sto male per loro.

Top e Gonna: Diesel








COME LA VESTIREI: Quando non sai che pesci prendere, prendi un Dolce o un Gabbana e non te ne pentirai. Pencil skirt? Da Dolce & Gabbana se ne trovano in quantità. Ho invertito le cose. Sopra ho optato per un top rosso di pizzo, mentre sotto la gonna gioca con i colori dell'estate. Ho seguito una semplice regola: se sotto porto una gonna stretta, sopra scelgo qualcosa di più sobrio. Per le scarpe, ho optato per le rock studs di Valentino che riescono ad essere eleganti anche con le borchie.

Come vestirei Ilary Blasi 1




SECONDO LOOK: Versione uccello del malaugurio. L'abito è di Mirkog di Bradimante, uno che secondo me barcolla tra il trash e il cavalleresco e che in ogni caso, non fa per Ilary.
Per le scarpe, ha scelto un sandalo Casadei dal tacco vertiginoso.












COME LA VESTIREI:  Ho scelto un peplum dress con dettagli in pizzo, mentre per le scarpe, una versione decisamente più chic di Saint Laurent. Per la pettinatura, una treccia spettinata a spiga.






TERZO LOOK ILARY: Versione giullare di corte.  L' Abito era di Fausto Puglisi, un designer a cui la Blasi è molto affezionata. Il problema di questo abito è......scusate ricomincio. Quest'abito è tutto un problema, nel senso che è problematico portarlo. E anche se Ilary si districa sempre meravigliosamente tra balletti, salti, capriole anche con tacchi altissimi, qua si complicano veramente le cose. Applausi per la costante nonchalance di Ilary nel portare capi come questo.
Abito Fausto Puglisi

COME LA VESTIREI: Se vogliamo giocare giochiamo. Ho scelto un look che io definirei "pop", che riprende forse un pochino le intenzioni delle scelte di Ilary. Sono un'amante del giallo e del nero, per cui li ho abbinati, scegliendo dei capi molto forti ma che nel complesso possano stare bene. Questo look, RICHIEDE i capelli alla Eva Kant.






Se non l'avete ancora capito si tratta di una nuova rubrica !
Che ne pensate?



venerdì 13 settembre 2013

#CIVETTIAMO, LA RUBRICA DEGLI ERRORI FATALI, EPISODIO 11

Buongiorno cari amici,
pochi giorni e quest'incubo chiamato estate sarà finito. Non mi chiedete perché: andatevi a leggere gli episodi 8,9,10 di #civettiamo e lo capirete ! Ancora un velocissimo episodio di #civettiamo summer edition e poi iniziamo con gli orrori autunno-inverno. (ho già intravisto delle mezze ciofeghe in giro).

La t-shirt con la scritta improbabile

Da un po di tempo, impazza la moda della maglia con scritta ad effetto. Scartate quelle della serie
" Armani -Comio", " Non sono grassa- sono soft" che si possono tranquillamente trovare nei migliori centri storici di cittadine turisiche e che io trovo veramente in sintonia con l'uomo borsello e la donna col tribale; la vera chicca, sta nel trovare la maglietta "fashion" dell'estate.
Dopo " Jimmy Choo mi spiccia casa", " Stasera faccio la brava" e " Alti livelli" (giuro che esiste!), ecco l'ultima arrivata:



Punto primo: non sono riuscita a trovare sul web una foto di quella che ho visto qualche giorno fa (buon segno)
Punto secondo: ho dovuto armarmi di Polyvore (per chi non lo conoscesse, nuoce gravemente alla salute, ne sconsiglio vivamente l'uso), per realizzare questo grazioso bozzetto.
Punto terzo: dove minchia vai con questa maglietta.
Ei tu! si parlo a te che te ne vai in giro con quella finta Birkin verde fluo! Non peggiorare la tua situazione, consiglio da amica.

Ma passiamo pure al secondo orrore di oggi!

La sciarpa d'estate



Le #civettiamo girls, la chiamano pashmina, che fa tanto India Style.
Per me è e rimane una sciarpa, uno sconcallamento estivo, un supplizio, un qualcosa che somiglia a "che ho fatto di male nella vita?". 
In questi casi, vorrei aver studiato psicologia per capire meglio qual'è il perverso percorso mentale  che porta le mie civettiamo girls ad un tale autolesionismo. 
Non ci crede nessuno al fatto che siete diventate intellettuali, quella sciarpa non vi fa diventare improvvisamente geni da premio Nobel, soprattutto se indossata con una canotta o peggio ancora con un costume. Quindi, siate oneste con voi stesse e fate un mea culpa. Qualche idea? Visto che vi piace tanto il masochismo, prendete la vostra sciarpetta ed iniziate a frustarvi da sole (tanto piaga in più piaga in meno.....)

Le crocs



Era tanto che covavo questo disagio estivo. Non riuscivo a capire cos'era questa specie di bruciore allo stomaco continuo. Poi ho capito.Tutto il mondo usa le Crocs. Esistono negozi chiamati Crocs che vendono solo Crocs. Esistono Crocs per bambini, per neonati, per pensionati e per cani. Esistono Crocs con pelliccia e perciò sfoderabili (non sia mai che le usi solo d'estate); esistono Crocs con Peppa Pig e Winnie il maledetto, e poi ci sono loro: le Crocs finte, quelle che vendono in spiaggia a 3 euro, quelle che producono una puzza non umana. 
Ma non è finita qui. Esiste la Crocs col calzino. Ok, non credo di riuscire a proseguire. 

#Civettiamo Summer edition finisce qui! Ci vediamo al prossimo episodio con i primi orrori autunnali, anzi segnalatemi pure, se li avete già visti! E se vi va, seguitemi su Facebook .

Buon week end #civettiamo girls!













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