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venerdì 21 febbraio 2014

#CIVETTIAMO, EDIZIONE MAMME, EPISODIO 13

Ecco una puntata tutta nuova di #CIVETTIAMO, totalmente ispirata agli orrori che sono abituata a vedere nella mia vita quotidiana e perciò nella mia vita di mamma. All'entrata e all'uscita di scuola, è un continuo via vai di genitori che accompagnano i figli, alcuni di fretta, altri (soprattutto alcune mamme) con molta calma. Le mamme che non lavorano, solitamente si incontrano al bar dopo aver lasciato i figli e li è un tripudio di materiale per la mia rubrica. Le loro conversazioni, di solito ricadono sui bambini, l'argomento più gettonato è quello della malattia virale della settimana. Noi mamme infatti, veniamo puntualmente avvertite della malattia della settimana, con un cartello fuori la porta della classe ed ogni volta al bar, si scatena il panico totale. Alcune, iniziano a pensare chi è mancato in classe ( io mi chiedo come fanno a ricordarsi tutti i nomi e cognomi dei compagni dei figli), e in base ad assurdi calcoli mentali, identificano il malato della settimana. Un giorno, una mamma, presa dalla fobia pidocchi, mi ha chiesto se sapessi il nome del bambino che li aveva avuti, come fosse stato un demonio da esorcizzare. Ma non perdiamoci in chiacchiere, e andiamo subito al dunque. Ci sono infatti, diverse categorie di mamme.



LA MAMMA PANTERONA: la mamma panterona, è quella  che anche a 60 anni non si sarà ancora arresa e andrà in giro con i leggings maculati e stivali sopra il ginocchio. Di solito, accompagna il figlio con una falcata degna di una passerella ma masticando a bocca aperta la gomma di prima mattina. Le extensions, tipiche delle civettiamo girls, svolazzano a destra e sinistra e si vede nettamente lo stacco con i capelli naturali ossigenati di biondo. Le unghie sono rigorosamente ricostruite con colata di cemento armato e  vernice fresca. Al bar, i muratori che alle 8.30 di mattina stanno già pranzando,  la squadrano come se non avessero mai visto un essere femminile conciato in quel modo e lei, fiera, continua a parlare della malattia virale della settimana con le altre mamme, atteggiandosi e gesticolando in continuazione con i suoi artigli fluo.

LA MAMMA SPORTIVA : la mamma sportiva adora lo zainetto. Lo zainetto è la sua borsa perenne, anche a cena fuori, anche alla prima della Scala. Zainetto forever. Perché è comodo, ci mette tutto e all'ultimo momento può sempre decidere di fare un pic nic con le altre mamme all'uscita della scuola, con biscottini e succhi di frutta comprati al supermercato biologico del quartiere, frequentato esclusivamente da lei. La sportiva non ha tempo da perdere al bar, deve correre al corso di acqua gym delle ore 9.00 con il suo inseparabile zainetto che si trasforma in una comoda sacca per piscina. Devo dire che in quei momenti di panico in cui piove e mi ritrovo a dover tenere mia figlia per mano,  l'ombrello e la borsa con l' altra e cercare di aprire la macchina con un piede, quello zainetto glielo invidio proprio.



LA MAMMA SCIATTA: Alla sciatta non je va. E' già tanto che abbia sentito la sveglia, figuriamoci se può pensare di vestirsi in modo normale di prima mattina. Fosse per lei, scenderebbe di casa col pigiama, la vestaglia e le ciabatte tanto che ce vole, è n'attimo (direbbe). Però, già che c'è, una tuta di ciniglia per accompagnare il figlio a scuola se la mette, e lega i capelli con un mollettone ricolmo di strass, che almeno secondo lei, fa tendenza.
La sciatta è così sciatta che non ha proprio intenzione di tornare a casa a fare colazione, ma fa colazione al bar con la panterona; ed è tutto uno squadrarsi a vicenda. La panterona pensa: quanto sei sciatta e brutta! E la sciatta a sua volta pensa: ammazza quanto sei trucida ! Il tutto sotto un velo di grasse e chiassose risate e caffè (al vetro) macchiati. Il discorso più gettonato dopo la malattia virale della settimana è la scelta di Uomini e Donne di Maria de Filippi.

LA MAMMA MEDIA:  la mamma media è ansiosa. Arriva quando la scuola ancora non è aperta per paura di trovare traffico. La sua priorità non è di certo il look, che si riduce spesso ad un paio di leggings neri e un maglione lungo che la insacca ma che la fa sentire almeno ordinata. Piastra ogni giorno i capelli perché col capello liscia si vede più bella oppure si liscia solo la frangia lasciando tutto il resto terribilmente riccio. Fa due milioni di domande alla maestra prima di andare via e quando va via ha comunque la sensazione di essersi dimenticata qualcosa. Solitamente la mamma media, adora fare la rappresentante di classe, sobbarcandosi di problemi immensi, come ad esempio raccogliere i soldi per lo spettacolo del mago Zurlino o quale tipo di Thun regalare alle maestre per Natale.

LA MAMMA IN CARRIERA: la mamma in carriera è quella che arriva sempre di corsa, porta il capello come la Carfagna perché lo asciuga in un secondo e nella sua maxi bag della Vuitton, sono già pronti i documenti da presentare alla prima delle trenta riunioni della giornata. Mentre accompagna il figlio a scuola, guida il suo suv e parla al telefono con la sua donna delle pulizie. A questo tipo di donne, la Hogan non manca mai. Ne hanno collezioni intere, invernali, estive, primaverili, secondo me le comprano direttamente al momento della produzione. La mamma in carriera, va pazza per Le Bebè, quel ciondolino di brillanti a forma di bimbo che si è fatta regalare dal marito il giorno in cui ha partorito, minacciandolo di morte.


LA MAMMA EGOCENTRICA: la mamma egocentrica arriva a scuola con passo deciso, trascinando il figlio verso l'entrata e parlando a voce alta per farsi sentire bene: " mamma ti ha preparato lo zainetto ieri sera, ti ci ha messo il succo di frutta e il ciambellone, l'HO FATTO IO CON LE MIE MANIII!!" Di solito la sua tenuta da scuola è jeans vintage anni 90 a vita alta con brillantini attaccati qua e la, mocassino scamosciato che col jeans mezzo scampanato è un amore, capelli secchi tipo stoppa di idraulico, borsa Guess sfilacciata di circa 15 anni prima. Età media, 50 anni. La mamma egocentrica in qualche modo è anche "figliocentrica", nel senso che secondo lei non c'è bambino  migliore del suo. Alla recita di fine anno, si presenta con una troupe di fotografi e spinge le persone per mettersi in prima fila con la fascetta del figlio, stile concerto rock.

LA MAMMA FASHION: la mamma fashion, pensa di essere realmente fashion e il suo bambino solitamente ha il nome di un profumo. Tuta Happiness leopardata infilata dentro Nike con zeppa interna, canotta bianca e camicia di jeans sbottonata, e per finire, mega borsa finta Birkin. La mamma fashion, non dimentica mai un filo di trucco: pennacchio rotante ad allungare la coda dell'occhio con eyeliner di Kiko e contorno labbra color catrame. Lancia il figlio nella classe e corre non so dove con la sua Smart rigorosamente bianca.



LA MAMMA MULTITASKING: la mamma multitasking, alle 8 di mattina ha già fatto la spesa. Accompagna il figlio a scuola con lui in braccio che piange perché non vuole andarci e con le buste della spesa riciclabili che si rompono in mezzo alla strada. Nella borsa della mamma multitasking trovi di tutto: dal vasetto di acciughe alla limetta per unghie, con lei puoi parlare di tutto ma non più di 5 minuti. Il suo look è un tentativo quotidiano di mixare eleganza e comodità con risultati disastrosi. Il cappotto appena ritirato dalla tintoria è macchiato, la scarpa ha la suola scollata, nella sua borsa gigante e piena di cose, si è appena aperta la bottiglietta d'acqua che serviva per la palestra.


lunedì 13 gennaio 2014

CIVETTIAMO, EDIZIONE PITTI UOMO

  Questa è un' edizione speciale di Civettiamo dedicata al Pitti Uomo, che come ogni anno e sempre di più, ci offre spunti per capire quanto la moda a volte, possa sfiorare il ridicolo. E il Pitti arriva ogni anno puntuale su questo, insieme a blogger, buyers e giornalisti affamati di visibilità e che per quest'ultima sarebbero disposti a travestirsi anche da orso Yoghi. I look stravaganti sembravano essere una sola prerogativa femminile nelle fashion week, ma ci sbagliavamo di grosso. Anche l'uomo, (e di uomo rimane ben poco), invidioso delle scelte di stile femminili, si è dato da fare, pur di esserci e mostrarsi.
Perciò se sei un uomo e hai intenzione di partecipare alla prossima edizione del Pitti Immagine ma non sai come comporre il tuo look, ecco alcune regole.
Sembrano complicate ma in realtà sono semplici e didascaliche:

1- Indossa tutto ciò che nel quotidiano non indosseresti MAI.
2- Scegli un cappello, il più brutto in commercio.
3- Indossa un panciotto, possibilmente con orologio da taschino.
4- Indossa calzini colorati. Devono cozzare con tutto il resto.
5- Fatti crescere la barba, più o meno come nel Quarto Stato (allego foto)

Pitti Uomo edizione 1


Altrettanto importanti, sono alcune norme di comportamento:

1- Allenati ad avere uno sguardo misterioso.
2- Cammina solo dopo esserti accertato di saperlo fare con un giornale sotto braccio e stando contemporaneamente al telefono con chissà chi.
3- Se arrivi al Pitti in bicicletta, è meglio.







Paperino chi?




(Pitti Immagine.it)- (Grazia.it)- (MarieClaire.it)

La moda è fatta anche per osare, intendiamoci. Ma un conto è aspettare la settimana della moda per travestirsi da giullare di corte, un conto è fare questa scelta OGNI GIORNO. Ed io onestamente non credo che questi bei faccini si vestano così nel quotidiano. Ma c'è altro. A me l'uomo così fa solo ridere. Spesso invece, nell'essere leggermente più anonimi e  nelle scelte più semplici, si nasconde il vero stile e anche il vero uomo. Amen.


lunedì 25 novembre 2013

#CIVETTIAMO, LA RUBRICA DEGLI ERRORi FATALI EPISODIO 12

Io non lo so se ci sarà mai fine a questa storia, non lo so se un bel giorno mi sveglierò e non vedrò più borse Armani di plastica con marchio a fuoco, finte Birkin fluo con  cuori Tiffany penzolanti, maculato sparso a casaccio e Carrera bianchi. Ma finché ci sarà tutto questo, ci sarà anche #CIVETTIAMO, la rubrica degli errori fatali.
Oggi ci occuperemo di alcuni errori che tendono a concentrarsi durante l'inverno.

IL VANO TENTATIVO DI INDOSSARE UN PIUMINO BELLO.
Il piumino non è bello, non nasce come un capo che tende all'eleganza, alla raffinatezza, alla ricerca di uno stile. Il piumino nasce per coprirsi dal freddo. Punto. Nulla di più semplice. Per cui il piumino deve essere piumino, mi deve rimanere tale, deve adempiere alle sue originarie funzioni. Quindi andrà bene se sembrerete degli omini Michelin, andrà bene se sceglierete un modello da neve, uno leggero, uno lungo con cappuccio. Ma in giro ho visto gente con questo genere di piumini:





Piumini che sembrano cani barboncini tosati, piumini che rivendicano la loro voglia di essere cappotti, piumini voglio ma non posso, ma io dico sempre: se non puoi, non puoi. Non ti avventurare in ridicole imbottiture che ti fanno sembrare Crudelia Demon, solo perché hai freddo ma vuoi sentirti "fesciòn".
Ma il peggio deve arrivare: piumini ripieni di strass, dentro e fuori, perché strass è bello, strass fa subito sera, strass ti illumina subito il viso manco fossi una pallina di Natale.
E poi c'è il piumino lucido, stile busta della spazzatura, scarafaggio di città e ancora il micro piumino, con elastico atomico in vita ultra contenitivo "che slancia".

Che fai non ce lo metti pure un volant sulla manica?

Micro piumino dotato di strass per le più coraggiose




PERCHE' NON e' INVERNO SENZA UGG



Una civettiamo girl, lo sa. Lo sa che in inverno ci vuole l' UGG. E se non può comprare gli originali australiani, lei si accontenterà di quelli della bancarella. Quelli che si sformeranno dopo due passi, quelli che si spappoleranno insieme alla neve della pista Topolino ad Ovindoli.
Ugg, il classico esempio di come la moda crea mostri, Ugg, elementi intoccabili nell'armadio di una vera trendy girl, Ugg, lo stivale per una vera donna delle nevi che si sentirà sensuale come Victoria Silvstedt nel suo ultimo calendario nel mese di Gennaio. Ma l'Ugg non è fine a se stesso, l'utilizzo dell'Ugg, mi comporta l'utilizzo dei leggins, per cui i due elementi mi andranno a braccetto tutto l'inverno, e il risultato sarà disastroso. La situazione precipiterà, quando la civettiamo girl, non potrà fare a meno di acquistare la versione di Ugg con paillettes per il cenone di Capodanno, o per la festa di Natale in ufficio o semplicemente per le sue serate più glam. E state certe, LO FARA'.






Le più affezionate, non mi potranno rinunciare all'Ugg nemmeno in estate, indossandolo con shorts inguinali. La nostra adorata Britney sa di cosa parlo.



L' UNGHIA GLITTERATA ASSASSINA

Non è inverno, senza l'unghia glitterata. Perché se hai il piumino lucido con strass e non hai l'unghia glitterata, non funziona niente: la tessera dell'autobus non passa, la Cinquecento rosa non parte e il giornalaio ha finito Eva 2000. Insomma, son problemi seri.

Ma per avere l'unghia glitterata, bisogna avere stomaco. Farsi installare un'impalcatura del genere sull'unghia naturale, non è roba che fan tutte. Ci vorrà sangue freddo e capacità di reazione, se nel fornetto che fredderà quella roba, sentirete un lieve bruciore che si trasformerà presto in un incendio.
Ma chissene, l'importante è avere l'unghia glitterata in pendant con gli Ugg di Natale e poco importa se nel frattempo vi siete bruciate mezza mano.





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giovedì 3 ottobre 2013

#CIVETTIAMO: LA RUBRICA DEGLI ERRORI FATALI , EPISODIO 12


L'estate è finita, sempre sia lodato, abbiamo partorito. Quest'anno in particolar modo sono stata intollerante al caldo, pur non avendo rotto le balle sui social con la storia che non sopportavo il caldo, come moltissimo civettiamo people ha fatto. Ma finalmente il 23 settembre l'abbiamo superato ed è arrivato l'autunno.
Ottobre è il mio mese preferito, anche se è detestato un po da tutti. E' quello del che mi metto? del cambio di stagione affrettato e sconclusionato, e del mio compleanno. Tra poco infatti, farò 30 anni e il guardarmi allo specchio non sarà più come prima perché quel giorno ci sarà una ruga ad aspettarmi.
 LO SO.
Ma parliamo pure di questa rubrica.
In tanti mi avete chiesto: "ma quando arriva #CIVETTIAMO?", " ma quanto ci metti a scriverlo?".
 Vi rispondo: per scriverlo, oltre ad avere degli orrori da commentare,  devo essere ispirata e spesso ispirazione equivale a rodimento del chicchero.
Che ci volete fare, mi sfogo così.

LA SCARPA DI PLURIBALL




Su Instagram se ne vedono di tutti i colori, dovrei scrivere un'altra rubrica su questo, ma il mondo non è pronto. Per dirne una, ho dovuto smettere di seguire Asia Argento perché puntualmente pubblicava foto schifose mentre stavo mangiando.
Invece questa foto, l'ho rubata dal profilo di una famosissima blogger che non ho capito ancora se fa la blogger, molto fiera del suo ultimo bottino.
Quando l'ho vista, ho pensato subito agli amici di Scarpedemmerda che seguo con molto piacere su Facebook.  L'orrore proviene dal Pitti  2013, e viene definita così: una pantofola chic, dalla forma lineare e sobria (Un minuto di silenzio per il vero e proprio significato di sobrietà PER FAVORE).
A parte questo insignificante dettaglio, sarei talmente tentata di scoppiare tutti quei pallini, che mi farei venire un esaurimento nervoso e penso anche che, se la mia raccolta differenziata serve a contribuire alla nascita di questi orrori, smetto da oggi stesso.
 A voi i pensieri.


PER CHI PENSA CHE GUESS SIA FICO




L'ho fatto. Ho portato la mia maxi bag Guess al mercatino dell'usato e l'ho venduta. Pensavo che se la sarebbero presa ad occhi chiusi, e invece l'hanno ispezionata con la lente d'ingrandimento, aperta e chiusa più volte per accertarsi che funzionasse la lampo, e mi hanno detto: "ok, la prendiamo ma solo per questa volta".
Ora. Se anche al mercatino dell'usato stavano per rifiutare una borsa Guess usata due volte in tutto, è GRAVE. Perciò mi rivolgo a voi, voi che andate in giro fieri della vostra collezione di cose firmate Guess, che non è più tempo. So che vi sentite troppo "fessscccion" con quella scritta sbrilluccicosa Guess, so che non potreste fare a meno della vostra tracollina dove la "G" in metallo pesa più della vostra testa, so che finchè c'è Guess c'è casa, ma armatevi di coraggio e andate alla ricerca di un mercatino ancora disposto a ritirare le vostre cose prima che sia troppo tardi.

Il web è già carico di annunci Guess:




Vendo borsa guess originale, completamente nuova e mai indossata, ancora con l'etichetta e il codice e completa di astuccio in stoffa.  (attenzione l'astuccio in stoffa è fondamentale)
Modello tracolla, color marrone logata, con pattina in acciaio che raffigura il logo Guess. ampia e capiente, con vari scomparti fuori e all'interno. 
Comodissima per il tempo libero e trendy per la sera

Trendy per la seraaaaaaaAAAA?????

e ancora...




Vendo Borsa Guess di jeans. Carina, piccola ma spaziosa all' interno.
 Vendo causa inutilizzo. X qualsiasi info contattatemi.

Credo che nessuno contatterà mai questa povera ragazza.



Ed ora qualcosa di cui non vi ho mai parlato, ma che tocca profondamente la sensibilità di tutti noi.

IL TRUCCO COATTO



Non potevo vivere così, senza avervi parlato del trucco coatto.
 Il trucco coatto coinvolge tantissime donne: dalla quindicenne inesperta che si avventura da Kiko, alla 
cinquantenne che tenta disperatamente di darsi un tono. 
Insomma può presentarsi la necessità di  zoccolettare, rendersi vagamente piacenti a qualsiasi età. 
Ricordate Pamela Anderson, che correva sulle spiagge di Malibu con il suo strizzato costume rosso intero, truccata come Marilyn Manson? Adoravo il suo personaggio che faceva ben capire qual'era il ruolo fondamentale della donna nella società e che mi faceva venire il complesso delle tette.
Ma non vorrei perdere di vista il fulcro del discorso, il VERO PROBLEMA.

Il vero problema è che non è ancora cambiato molto il trucco delle civettiamo girls: lo chiamano "smokey eyes", ma non fanno altro che comprare la palette di H&M e spalmarsela a buffo sulla palpebra; lo chiamano "contorno labbra" ma il vero e proprio nome sarebbe "abusivismo", le chiamano "sopracciglia", ma credo che su Marte ci siano più peli con una radice ancora attiva.



Per oggi #CIVETTIAMO termina qui, spero che l'attesa non sia stata vana, ricordate di segnalare nuovi orrori alla mia casella di posta e soprattutto non smettete di civettare insieme a me!
Baci a tutti!

venerdì 13 settembre 2013

#CIVETTIAMO, LA RUBRICA DEGLI ERRORI FATALI, EPISODIO 11

Buongiorno cari amici,
pochi giorni e quest'incubo chiamato estate sarà finito. Non mi chiedete perché: andatevi a leggere gli episodi 8,9,10 di #civettiamo e lo capirete ! Ancora un velocissimo episodio di #civettiamo summer edition e poi iniziamo con gli orrori autunno-inverno. (ho già intravisto delle mezze ciofeghe in giro).

La t-shirt con la scritta improbabile

Da un po di tempo, impazza la moda della maglia con scritta ad effetto. Scartate quelle della serie
" Armani -Comio", " Non sono grassa- sono soft" che si possono tranquillamente trovare nei migliori centri storici di cittadine turisiche e che io trovo veramente in sintonia con l'uomo borsello e la donna col tribale; la vera chicca, sta nel trovare la maglietta "fashion" dell'estate.
Dopo " Jimmy Choo mi spiccia casa", " Stasera faccio la brava" e " Alti livelli" (giuro che esiste!), ecco l'ultima arrivata:



Punto primo: non sono riuscita a trovare sul web una foto di quella che ho visto qualche giorno fa (buon segno)
Punto secondo: ho dovuto armarmi di Polyvore (per chi non lo conoscesse, nuoce gravemente alla salute, ne sconsiglio vivamente l'uso), per realizzare questo grazioso bozzetto.
Punto terzo: dove minchia vai con questa maglietta.
Ei tu! si parlo a te che te ne vai in giro con quella finta Birkin verde fluo! Non peggiorare la tua situazione, consiglio da amica.

Ma passiamo pure al secondo orrore di oggi!

La sciarpa d'estate



Le #civettiamo girls, la chiamano pashmina, che fa tanto India Style.
Per me è e rimane una sciarpa, uno sconcallamento estivo, un supplizio, un qualcosa che somiglia a "che ho fatto di male nella vita?". 
In questi casi, vorrei aver studiato psicologia per capire meglio qual'è il perverso percorso mentale  che porta le mie civettiamo girls ad un tale autolesionismo. 
Non ci crede nessuno al fatto che siete diventate intellettuali, quella sciarpa non vi fa diventare improvvisamente geni da premio Nobel, soprattutto se indossata con una canotta o peggio ancora con un costume. Quindi, siate oneste con voi stesse e fate un mea culpa. Qualche idea? Visto che vi piace tanto il masochismo, prendete la vostra sciarpetta ed iniziate a frustarvi da sole (tanto piaga in più piaga in meno.....)

Le crocs



Era tanto che covavo questo disagio estivo. Non riuscivo a capire cos'era questa specie di bruciore allo stomaco continuo. Poi ho capito.Tutto il mondo usa le Crocs. Esistono negozi chiamati Crocs che vendono solo Crocs. Esistono Crocs per bambini, per neonati, per pensionati e per cani. Esistono Crocs con pelliccia e perciò sfoderabili (non sia mai che le usi solo d'estate); esistono Crocs con Peppa Pig e Winnie il maledetto, e poi ci sono loro: le Crocs finte, quelle che vendono in spiaggia a 3 euro, quelle che producono una puzza non umana. 
Ma non è finita qui. Esiste la Crocs col calzino. Ok, non credo di riuscire a proseguire. 

#Civettiamo Summer edition finisce qui! Ci vediamo al prossimo episodio con i primi orrori autunnali, anzi segnalatemi pure, se li avete già visti! E se vi va, seguitemi su Facebook .

Buon week end #civettiamo girls!













mercoledì 31 luglio 2013

#CIVETTIAMO: LA RUBRICA DEGLI ERRORI FATALI, EPISODIO 10

Carissimi seguaci,
incredibile ma vero, siamo arrivati al decimo episodio di #civettiamo. Estate o inverno, gli errori non mancano, serve solo qualcuno che abbia il coraggio di dire al mondo che certe cose fanno schifo.
Ed è qui che entriamo in gioco io e la mia mission: dichiarare tutta la verità su cose orride.
Andando in giro per negozi e centri commerciali durante i saldi, oltre ad avere scoperto che non sono in grado di acquistare cose a saldo, causa snervamento da disordine post guerra civile per l'ultimo paio di boyfriend jeans decenti scontati rimasti, mi sono resa conto, che se una cosa non mi piace (e sia chiaro: continua a non piacermi), secondo la testa bacata di alcuni fatidici direttori marketing di super aziende, me le dovrei far piacere, auto convincendomi che quella determinata cosa va di moda, e perciò è il top!
Eh no cari miei. Non conoscete la belva. Io il crop top con la pancia non me lo metto, io la mia ciccia la copro e come! Anzi, negli anni, credo di aver sviluppato una capacità chiamata "esaltazione di qualità fisiche", una materia sconosciuta alla mie amate #civettiamogirls.
Insomma, che mondo sarebbe senza di loro?
Con questo episodio, spero di chiudere definitivamente la questione estate, ma non ne sono proprio tanto sicura, per cui vorrei ancora andarci con i piedi di piombo, lasciando spazio a quello che potrebbe rivelarsi il peggio del peggio.
Nel frattempo, i miei #civettiamofans, aumentano a dismisura: vi voglio bene sappiatelo.
Ma passiamo pure agli orrori di questa settimana, la fonte di ispirazione continua ad essere lei: la spiaggia.


Il costume spezzato n'do cojo n'do cojo

Per le più sofisticate "Mix and Match". Una volta, il mix and match nei negozi di costumi, era inteso come possibilità di prendere una taglia per il reggiseno e un'altra per la mutanda o al massimo, abbinare colori a tinta unita con fantasie della stessa tonalità. Oggi come oggi, con questa espressione, si intende invece, ( e secondo me anche questa volta, è colpa della crisi economica) mischiare i vecchi costumi abbandonati nel proprio armadio, alla "n'do cojo cojo, tanto va de moda".
Così, proprio come la mutanda del bikini, col tempo è diventata un cerotto copri parti intime, il mix and match, ha subito una pericolosissima evoluzione.
Il "ndo cojo cojo universale", ha origine qualche estate fa, quando sulla spiagge di Formentera, veline e velonze, hanno iniziato a pensare che un po come ad Hollywood, uno dei modi per far parlare di se, era vestirsi a cavolo.
Ora. Spostiamoci sempre nella mia amata Capocotta beach. Non siamo a Formentera, non siamo a Copacabana, ma siamo a Capocotta, e non puoi fare il "n'do cojo cojo" mettendo un reggiseno giallo fluo sopra e una mutanda verde fluo sotto, una fascia  bandiera del Brasile sopra e una mutanda Stati Uniti sotto, e soprattutto non puoi farlo con la collezione 2011 e 2012 di Tezenis.
Detto ciò, voglio sottolineare il mio profondo rispetto per la saggezza delle #civettiamogirls nel non cadere in crisi isteriche, ogni qualvolta che in spiaggia, hanno difronte una con il loro stesso identico costume acquistato da Tezenis; non oso immaginare il disagio provato, quando il "n'do cojo cojo Tezenis" è praticamente identico.
(Definizione del "n'do cojo cojo Tezenis": Indossare costumi Tezenis acquistati da dieci anni a questa parte, mischiando slip e reggiseni di più collezioni, ignorando il fatto che il risultato finale non se pò guardà.)
 Io personalmente, utilizzo il "n'do cojo cojo style" quando mi rendo conto di aver acquistato una taglia troppo piccola di mutanda, insomma da quando la taglia 40 è la nuova 56, non ci si raccapezza più nulla con le misure e quindi, per mettere il pezzo sopra del mio costume preferito (ma con taglia sbagliata di mutanda), mi trovo costretta a scegliere la modalità "n'do cojo cojo", ritenendo che le migliori soluzioni siano tinta unita su tinta unita e/o fantasia su tinta unita (magari scegliendo tonalità sobrie).
E voi, di che " n'do cojo cojo" siete?

Costumi Tezenis pronti per il "n'do cojo cojo"
N.b: No non state impazzendo, vi stanno proprio perseguitando e  sono di nuovo loro: costumi Tezenis all'attacco!


Il secondo orrore di oggi é:

Lo stivale invernale in spiaggia (schiuma compresa)

Giuro che non volevo darvi questo dispiacere, ma ingenuamente ho pensato che queste cose non esistessero più. Pensavo male, malissimo.
E sono arrivata alla conclusione che troppa Tv fa male; non sono dicerie, fa male veramente.



Ed è ufficiale: la versione #civettiamogirl per la categoria "stivali in spiaggia" 2013 è questa: capelli lunghi con shatush privo di gradazione, abbronzatura ignorante da Olio Johnson fin dal primo giorno di sole, caftano fluo e lui: non uno stivaletto, non un infradito che non accetta di essere tale, ma il vero e proprio stivale invernale con tacco. Mentre cammina in spiaggia, la mia #civettiamogirl ride, sembrando all'apparenza gioiosa e serena; nella realtà, mi sta soffrendo come un cane, i suoi piedi urlano libertà, gli stivali anche e  la schiuma sta avanzando decisa tra l'alluce e l'illice. E'questione di tempo, ancora poche ore e tutti i clienti dello stabilimento rimarranno soffocati dalla sua puzza.

Come sapete, più volte questa rubrica ha toccato l'aspetto sociale (ricordate il virus della bocca a culo di gallina?). Oggi vi voglio parlare di un altro virus che velocemente si sta diffondendo su tutte le spiagge italiane e non solo:

La foto inguinale: dalla spiaggia a Facebook

Premesso che non me ne può fregare di meno che tu sei al mare mentre io cerco di sopravvivere al mio full time in ufficio, mi chiedo che razza di moda sia farsi una foto dall'inguine in giù con costume Tezenis "n'do cojo cojo", in riva al mare.



Ho già tanti problemi: non ho tempo per andare dall'estetista ad esempio, e mi arrangio spesso con cerette fai da te con scatola invitante che si rivelano vere e proprie fabbriche di peli incarniti; cosa ho fatto di male per dovermi cibare il tuo inguine spiattellato li, sulla mia bacheca di Facebook, con tanto di frasi idiote: " Oggi Total relax", "Oggi non ci sono per nessuno", " Today Sun and Sea"?
Fottiti. Tu e il tuo costume "n'do cojo cojo Tezenis", tu e i tuoi peli inguinali camuffati da Instagram, tu e la tua estetista sempre gentile e disponibile.

Per oggi #civettiamo termina qui, non so se sono realmente pronta per andare in ferie, ma tra poco mi tocca!Non è detta l'ultima, tenetevi sempre  pronti ad altri orrori e non esitate a segnalarmene altri!
Vi bacio tutti miei #civettiamofans e ricordate che vi adoro!







martedì 16 luglio 2013

#CIVETTIAMO, LA RUBRICA DEGLI ERRORI FATALI, EPISODIO 9

Buongiorno carissimi lettori e seguaci,
è tantissimo, troppo, che non aggiorno la mia scoppiettante rubrica #civettiamo, che ho scoperto avere tantissimi fans, e sapete che vi dico? Sono proprio felice che vi piaccia tanto !
Gli orrori anche questa volta non sono mancati, anzi, a dir la verità si sono accumulati ! Sarà l'estate, sarà il caldo che da in testa a tutti ma veramente non c'è più senso del buon gusto in giro.
Quindi in nome dell'eleganza e del decoro #civettiamo! #civettiamo affinchè questo incubo abbia fine una volta per sempre! Quasi quasi, preferivo i piumini lucidi tipo busta della spazzatura agli scempi che ho visto ultimamente.
Spesso infatti, per colpa di qualcuno che si sveglia la mattina e non ha proprio un bel niente da fare, si diffondono mode sbagliate dal principio.
Di cosa parlo?

Il virus delle treccine estive

In città, in spiaggia, il caldo è soffocante, i capelli lunghi si appiccicano sulla schiena nemmeno fossero incollati e la coda non basta più.
Le treccine girlS, devono fare qualcosa perchè non si sentono
 abbastanza fashion, con una bella coda alta e  ordinata. No. Loro vogliono di più. Vogliono lanciare una nuova moda, essere sfacciatamente osservate a tutti i costi.
Il prezzo invitante fa fare a loro il più grande errore estivo della loro vita: le treccine della serie, "sono appena tornata dalla Jamaica". Ma tu non sei tornata dalla Jamaica mia cara, tu eri alla Garbatella e hai solo passato una giornata ad Ostia Beach.
Vogliamo parlare del male alla cute e delle ore sprecate sotto l'ombrellone per realizzare questo scempio?
Come esempio da farvi vedere, è stato impossibile non pensare a loro:





Christina Aguilera e Kendra (ex coniglietta di Play Boy e ora mantenuta cronica per chi non lo sapesse), entrambe ragazze di una finezza ed eleganza imbarazzantI, hanno scelto questo look "afro" per i loro servizi fotografici. Christina, addirittura non si è limitata alle treccine, perchè da vera treccina girl, ha scelto di inserire colori tenui nel suo cuoio capelluto: abbiamo un lilla pastello, un celeste leggero leggero e un nero chic che col biondo platino, per dirlo alla romana "è la morte sua".
Io vi avverto ragazze. In giro c'è chi dice che le treccine sono Etno Chic !
Si e io sono Anna Wintour!

Purtroppo, non è il solo virus estivo che conosco, si perché c'è anche l'incubo di tutte le donne.

L'uomo col borsello

Attenzione: avvistato esercito di uomini col borsello in Italia. Avvicinarsi con accortezza, usando borse da donna capienti per far svuotare del tutto i borselli. Fate molta attenzione: i borsello boys, sono molto sensibili quando si parla del loro borsello; lo trattano come un figlio.
Siate sensibili, non affrontate subito l'argomento, prendetela alla larga, tipo: "che bel sole oggi".
Nel frattempo, vi consiglio di portare con voi un taglierino. Non appena l'uomo col borsello si volterà a guardare il sole, voi zaaaac, sfregiate il borsello.L'uomo sarà costretto a correre al riparo, svuotando il contenuto nella vostra borsa. Convincetelo però, a non acquistare un altro orrido borsello sulla spiaggia.
Morale della favola :meglio una borsa piena che un uomo col borsello.

Ecco a voi, i danni causati dal borsello (oltre il divorzio immediato ovviamente) #uomoavvisatomezzosalvato


Concludiamo con il terzo orrore di oggi, con le scarpe più brutte dell'estate: 

L'infradito che non accetta di essere un infradito

Beh senti lo potevi dire subito che non accettavi questa situazione.
In giro ci sono troppe persone con questa scarpa ai piedi e tu li che ti sei arricchito alle spalle delle mie care #civettiamo girls che con tanta fiducia ti hanno acquistato.
Loro sono persone molto indecise sai, non hanno ancora capito la differenza tra estate e inverno!
Eccoti, fiero di come sei:


Eh? Ho sentito bene? Cosa saresti tu? Un infradito stivale? No, no, non ci provare proprio! Tu sei una cineseria bella e buona, ti ho visto sai, al mercato, in mezzo alle ciabattine In blu (profondo rispetto per le In blu grazie!). Quindi per favore, dopo tre anni che ti vedo ai piedi di quelle poverette, togliti dalle balle ok?
E ripetiamo ancora una volta insieme: l'infradito stivale non esiste! E'solo un infradito che non accetta di essere un infradito !

Ragazzi per oggi credo sia abbastanza, diamo il tempo alle #civettiamo girls e ai borsello boys di riprendersi!
Ci vediamo tra una settimana e ricordate di seguirmi su Facebook, cliccando QUI !!!
baci!


lunedì 10 giugno 2013

MUST HAVE: WHITE PANTS (RIESUMAZIONE DEL PANTALONE BIANCO)

O meglio. Come riesumare il pantalone bianco dall'armadio.
In effetti, si è trattato di vera e propria riesumazione di questo pantalone, acquistato circa 8 anni fa agli albori di Bershka, in uno di quei miei pomeriggi annoiati di inizio giugno in cui non ho saputo resistere al prezzo irrisorio dei jeans. Il mio karma in quel momento recitava più o meno così: " ok, li prendo bianchi, gialli, rossi, blu, verdi e perché no rosa".
La vita bassissima, a cui non sono più abituata da un pezzo, (causa #mimettoadietacheèmeglio) mi ha costretta a fare la scelta della blusa dentro il pantalone, per cui dovevo stare super attenta a bozzi e bozzetti (alla #civettiamo per intenderci).
Alla fine, il risultato non è stato male, anche se a dir la verità, avrei preferito indossare uno di quei pantaloni super skinny che vanno tanto adesso.


 Ma non voglio assolutamente disdegnare i miei white pants, che inconsapevolmente mi hanno salvata all'ultimo minuto.
Li ho abbinati con il blu elettrico, uno dei miei colori preferiti e con cui mi sento subito vestita in maniera decente.
Nel frattempo, mi sono anche resa conto dell'ottima riuscita della mia clutch di Hm acquistata a soli 5.99 con il coupon da utilizzare dell'ultima volta, ricordate?
Immancabili, i miei orecchini Cocomi Bijoux, questa volta in versione "silver" che hanno reso il mio look da sera.
Quello che vedete, è il risultato ottenuto dopo circa 1000 fotografie sfocate, scusatemi!
Vi auguro una meravigliosa settimana,
Nicoletta
lfp@





Top and shoes: Zara
Pants: Bershka
Clutch and bracelet: Hm
Earrings: Cocomi Bijoux
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