Quando si tratta di T-shirt, io impazzisco. E' un capo irresistibile per me, dato che solitamente, faccio una vita dove non c'è spazio per l'eleganza e per le scomodità. Per cui, spesso la mattina, infilo la T-shirt con un paio di jeans, un maglioncino o un cardigan ed esco di corsa. Ma la T-shirt è anche quel capo che funziona da carta bianca, da colorare con la mia immaginazione e fantasia, e costruire così, il mio look della giornata, più casual o più chic, in base al mio umore e agli impegni previsti.
Così, quando il nuovo brand Numero Dodici mi ha proposto di indossare una loro T-shirt, non ho potuto rifiutare. Questo brand, ideato da due ragazzi, crea T-shirt stampate che lanciano messaggi diretti, freschi e perfettamente in linea con i trends del momento. La qualità del tessuto, che è una delle prime cose che noto quando mi trovo ad acquistare un capo di abbigliamento, è ottima.
La T- shirt che ha da poco compiuto 100 anni di storia, si è evoluta tantissimo nel tempo; dalla classica
T-shirt bianca in cotone usata già nei primi del novecento dalla Marina Militare Americana a quella elegantissima in seta bianca, così amata da Giorgio Armani. Nella sua lunga evoluzione, diventa un mezzo per esprimere chi siamo con messaggi e immagini, e metterci appunto a nudo. Ed è proprio da questo concetto, che è nato il gioco di parole ironico del brand: attraverso il naming NUDO.
Sul sito http://www.numerododicishop.it/ troverete tutti i modelli unisex e tutte le stampe disponibili e potrete acquistare la vostra T-shirt preferita, comodamente da casa. Io ho scelto una simpaticissima stampa di Mickey Mouse, che a quanto pare sarà un must have della prossima stagione. Trovate Numero Dodici anche su Facebook ed Instagram, seguiteli per rimanere sempre aggiornati su tutte le novità!
Buona settimana a tutti!
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lunedì 17 febbraio 2014
NUOVO BRAND: NUMERO DODICI
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Leggo Vogue mentre cucino, e guardo Fashion Tv mentre preparo biberon. Correre tutto il giorno non mi spaventa, mi reputo una mamma sprint. La moda è quella cosa che mi accompagna tutti i giorni e che non mi fa annoiare. Non la prendo troppo sul serio: la guardo, la scrivo e spesso la derido. La vivo con leggerezza, proprio come piace a me.
Pensate che i leggins indossati come pantaloni siano il male del secolo? Siete nel posto giusto!
giovedì 6 febbraio 2014
ARTHUR ARBESSER A/I 2014-15 #ALTAROMA
Una delle collezioni che ho sicuramente apprezzato di più tra le poche a cui ho avuto il piacere di assistere in questa edizione di Altaroma, è stata quella di Arthur Arbesser; un giovane viennese che ha lanciato il suo marchio nel 2012 e che lo scorso anno ha vinto il concorso dedicato ai giovani emergenti Who's on next, patrocinato da Vogue e Altaroma.
Lo stile di Arbesser, è molto vicino alla mia idea di moda, qualcosa che faccia sognare e allo stesso tempo, sia perfettamente in sintonia con la quotidianità.
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| paperblog.it |
Ispirandosi allo street style londinese e agli anni 80, Arbesser non ha deluso le aspettative, proponendo capi per una donna androgina, realizzati con materiali inediti, come i pantaloni in organza di seta, t-shirt in eco pelliccia e cappotti in alcantara. Un must della collezione, la scelta delle stampe con grafiche anni 80, mixate con forme più attuali, tutto rigorosamente indossato con scarpe Dr. Martens, dal giorno alla sera.
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| paperblog.it |
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| paperblog.it |
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| pianetadonna.it |
Dopo aver studiato al Central Saint Martins College of Arts and design a Londra, il giovane Arbesser, si trasferisce a Milano, dove inizia il suo percorso lavorativo da Armani; una scuola lunga 8 anni che lo forma a pieno nella sua carriera di stilista. Ancor più difficile, dopo una scuola simile, trovare una propria strada da seguire. Arthur Arbesser, riesce però nel suo intento, trovando ispirazione soprattutto nelle culture giovanili.
Il segreto del successo di uno stilista come Arbesser, è quello di mantenere una propria linea, proponendo però, elementi innovativi, che ad ogni collezione, creano il giusto mix tra sportwear e glamour.
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Leggo Vogue mentre cucino, e guardo Fashion Tv mentre preparo biberon. Correre tutto il giorno non mi spaventa, mi reputo una mamma sprint. La moda è quella cosa che mi accompagna tutti i giorni e che non mi fa annoiare. Non la prendo troppo sul serio: la guardo, la scrivo e spesso la derido. La vivo con leggerezza, proprio come piace a me.
Pensate che i leggins indossati come pantaloni siano il male del secolo? Siete nel posto giusto!
giovedì 30 gennaio 2014
L'ALTAROMA DI UNA BLOGGER QUALUNQUE
Notte insonne, due occhiaie e quattro brufoli. La mia AltaRoma è iniziata (e finita così). La mattina ho scelto quello che avrei indossato al buio, ma con il piccolo aiuto della mia App "Torcia ". Un look più anonimo del solito, per passare inosservata e per questa volta, divertirmi ad osservare.
Scarpe basse per non cadere dai tacchi e correre felice da una sfilata all'altra come se nella vita non facessi nient'altro e poi, una borsa grande per mettere le duecento milioni di cose che non puoi mettere in una clutch. Ciao eleganza! Ciao.
A parte il piccolo ed insignificante dettaglio di sentirmi sempre la Bridget Jones di AltaRoma, con l'unica differenza che faccio finta di bere champagne perché mi fa schifo l'alcol e che non fumo e perciò non ho niente per cui atteggiarmi, la mia mezza giornata dedicata all'alta moda è andata bene.
Nessuna figuraccia, non sono caduta, non ho litigato con nessuno e tutto è filato liscio (o quasi).
Alla prima sfilata entro con il mio pass da blogger, che forse è stata l'unica cosa per cui mi sono potuta dare un tono e la mia bellissima macchina fotografica che ho difeso più di una volta anche in circostanze a rischio vita. Io e la mia collega, ci mettiamo nella postazione fotografi che è l'unica in cui si possono fare foto decenti e subito arriva lo staff a cacciarci perché si vede lontano un miglio che non siamo fotografe. Anche questa volta ho perso la speranza di fare foto senza teste davanti, e ovviamente, anche questa volta tutte le mie foto sono con le teste davanti. Ci mettiamo in una postazione laterale e iniziamo a tentare di far foto; dietro i commenti dei signori fotografi: " eh... mo so diventati tutti fotografi...." .UN CLASSICO.
Inizia la prima sfilata, San Andres, e mentre la musica alta suona e le modelle sfilano, io continuo a barcamenarmi tra l'ingombro della macchinetta, il cellulare e il testone da matto di quello davanti che continua a muovere la telecamera su e giù. In questo caso si, ci volevano i tacchi.
All'entrata della seconda sfilata, proprio quando stavo presentando il mio pass allo staff, si intrufola Bryan Boy, Star di questa edizione di AltaRoma, super fotografato e paparazzato da tutti e che per l'occasione ci ha deliziato con con un sobrio completo grigio.
E' chiaro che Bryan Boy sta saltando la fila e che mi vuole passare avanti, perché lui è Bryan Boy, amico della Ferragni e compagnia bella, gira il mondo senza fare un bel niente e invece IO NO. Ma alla ragazza dello staff non importa di Byan Boy e probabilmente non sa nemmeno chi sia e gli dice abbastanza alterata:
" Just a moment, PLEASE". Sei grande ragazza dello staff.
Questa volta ci mettiamo sedute al nostro posto da brave blogger e guardiamo la sfilata di Sarli.
Io continuo ad alzare la macchinetta fotografica, rischiando la rottura del tendine e tentando di far uscire UNA e dico UNA foto normale.
Poi mi arrendo e inizio a fare vari video su Instagram che non so perché, ma hanno risultato favoloso.
La gente importante, la gente che conta, è tutta seduta in prima fila e l'età media è di 80 anni: è un tripudio di pellicce e dentiere. Alla fine della sfilata di Sarli, tutto lo staff esce in passerella, una cosa che da quanto ho capito, succede raramente. Poi la sala è invasa da fotografi, giornalisti e persone da intervistare.
Io tento di uscire con classe dalla mia pessima postazione, ma ci devo rinunciare, c'è troppa gente; scavalco con tutta la mia nonchalance da scaricatore di porto. Finalmente andiamo al bar per una breve pausa, che mi fa pensare che alla fine vedere tutte queste sfilate in realtà sia più stressante di quello che si pensa. Stare con la faccia tirata tutto il giorno, sperando di non finire su qualche blog degli orrori, è una cosa molto impegnativa. E poi al bar, o alla toilette, mentre stai per farti la pipì sotto, vedi loro: le VERE BLOGGER.
Le vere blogger, sono soprattutto le FASHION BLOGGER. Quelle che ogni mossa è perfettamente studiata da casa e che non hanno mai un capello fuori posto, quelle che Dio solo sa dove hanno seppellito i loro 5000 cambi d'abito per la giornata, quelle che a qualsiasi evento vai, a qualsiasi buco del mondo e a qualsiasi orario, loro sono accreditate e sono li, bellissime, curatissime, e soprattutto senza occhiaie.
Al bar, scopro con piacere che il cappuccino è GRATIS e mi ci vuole proprio per riuscire ad aprire gli occhi che gradualmente tendono a chiudersi. La vera blogger, ha già instagrammato anche il cappuccino, io invece, è già tanto se vengo notata dal barista perché non arrivo nemmeno al bancone.
Incontro le mie amiche di blog, ovviamente nella mia stessa condizione: " Giuro che domani mi laverò i capelli", " come sono venuta su questa foto ?", " ma quella non è la blogger che sta ovunque?" , " ma il cappuccino si paga?" . Io lo dico sempre che se vai con lo zoppo, impari a zoppicare.
Non ci riusciamo proprio a fare discorsi tipici da fashion week.
Ma non c'è molto tempo da perdere; sta iniziando un'altra sfilata, Arthur Arbesser, l'ultima della giornata per me. Stavolta l'entrata è veloce, non c'è nessun Bryan Boy che mi vuole passare avanti e riesco a mettermi in seconda fila .Ma eccolo di nuovo, Bryan Boy mi sta davanti e parla con una ragazza che si è buttata l'armadio addosso,PEGGIO DI ME.
Rinuncio definitivamente a fare foto. Anzi, improvvisamente, voglio rinunciare proprio alla giornata, perché mi è salito un certo appetito. Guardo l'orologio e sono le 15.00, non è appetito è FAME NERA.
Con le ragazze usciamo dal complesso e ci infiliamo nel primo buco che ha l' aria di far panini e non volendo ci ritroviamo da LIKEAT, forse il posto in cui ho mangiato il panino più buono del mondo: pane cotto a legna, fontina, speck, pomodori secchi e miele. DA SVENIMENTO.
Torno a casa, mi levo le scarpe e sprofondo sul divano. Do un'occhiata alla mie foto sfocate e TUTTE con le teste davanti: ci risiamo, anche questa, è stata la mia solita AltaRoma. Ripenso alla giornata, e a chi me lo fa fare a stressarmi così la vita. Non è che me l'ha ordinato il dottore eh, io sto qui scrivo di moda e probabilmente non succederà mai niente di più di questo. Però io non ci voglio rinunciare.
E se invece succedesse qualcosa ? E se invece un giorno, riuscissi a fare foto senza teste davanti?
La prima fila è li, tocca solo guadagnarsela.
Nicoletta
Scarpe basse per non cadere dai tacchi e correre felice da una sfilata all'altra come se nella vita non facessi nient'altro e poi, una borsa grande per mettere le duecento milioni di cose che non puoi mettere in una clutch. Ciao eleganza! Ciao.
A parte il piccolo ed insignificante dettaglio di sentirmi sempre la Bridget Jones di AltaRoma, con l'unica differenza che faccio finta di bere champagne perché mi fa schifo l'alcol e che non fumo e perciò non ho niente per cui atteggiarmi, la mia mezza giornata dedicata all'alta moda è andata bene.
Nessuna figuraccia, non sono caduta, non ho litigato con nessuno e tutto è filato liscio (o quasi).
Alla prima sfilata entro con il mio pass da blogger, che forse è stata l'unica cosa per cui mi sono potuta dare un tono e la mia bellissima macchina fotografica che ho difeso più di una volta anche in circostanze a rischio vita. Io e la mia collega, ci mettiamo nella postazione fotografi che è l'unica in cui si possono fare foto decenti e subito arriva lo staff a cacciarci perché si vede lontano un miglio che non siamo fotografe. Anche questa volta ho perso la speranza di fare foto senza teste davanti, e ovviamente, anche questa volta tutte le mie foto sono con le teste davanti. Ci mettiamo in una postazione laterale e iniziamo a tentare di far foto; dietro i commenti dei signori fotografi: " eh... mo so diventati tutti fotografi...." .UN CLASSICO.
Inizia la prima sfilata, San Andres, e mentre la musica alta suona e le modelle sfilano, io continuo a barcamenarmi tra l'ingombro della macchinetta, il cellulare e il testone da matto di quello davanti che continua a muovere la telecamera su e giù. In questo caso si, ci volevano i tacchi.
All'entrata della seconda sfilata, proprio quando stavo presentando il mio pass allo staff, si intrufola Bryan Boy, Star di questa edizione di AltaRoma, super fotografato e paparazzato da tutti e che per l'occasione ci ha deliziato con con un sobrio completo grigio.
E' chiaro che Bryan Boy sta saltando la fila e che mi vuole passare avanti, perché lui è Bryan Boy, amico della Ferragni e compagnia bella, gira il mondo senza fare un bel niente e invece IO NO. Ma alla ragazza dello staff non importa di Byan Boy e probabilmente non sa nemmeno chi sia e gli dice abbastanza alterata:
" Just a moment, PLEASE". Sei grande ragazza dello staff.
Questa volta ci mettiamo sedute al nostro posto da brave blogger e guardiamo la sfilata di Sarli.
Io continuo ad alzare la macchinetta fotografica, rischiando la rottura del tendine e tentando di far uscire UNA e dico UNA foto normale.
Poi mi arrendo e inizio a fare vari video su Instagram che non so perché, ma hanno risultato favoloso.
La gente importante, la gente che conta, è tutta seduta in prima fila e l'età media è di 80 anni: è un tripudio di pellicce e dentiere. Alla fine della sfilata di Sarli, tutto lo staff esce in passerella, una cosa che da quanto ho capito, succede raramente. Poi la sala è invasa da fotografi, giornalisti e persone da intervistare.
Io tento di uscire con classe dalla mia pessima postazione, ma ci devo rinunciare, c'è troppa gente; scavalco con tutta la mia nonchalance da scaricatore di porto. Finalmente andiamo al bar per una breve pausa, che mi fa pensare che alla fine vedere tutte queste sfilate in realtà sia più stressante di quello che si pensa. Stare con la faccia tirata tutto il giorno, sperando di non finire su qualche blog degli orrori, è una cosa molto impegnativa. E poi al bar, o alla toilette, mentre stai per farti la pipì sotto, vedi loro: le VERE BLOGGER.
Le vere blogger, sono soprattutto le FASHION BLOGGER. Quelle che ogni mossa è perfettamente studiata da casa e che non hanno mai un capello fuori posto, quelle che Dio solo sa dove hanno seppellito i loro 5000 cambi d'abito per la giornata, quelle che a qualsiasi evento vai, a qualsiasi buco del mondo e a qualsiasi orario, loro sono accreditate e sono li, bellissime, curatissime, e soprattutto senza occhiaie.
Al bar, scopro con piacere che il cappuccino è GRATIS e mi ci vuole proprio per riuscire ad aprire gli occhi che gradualmente tendono a chiudersi. La vera blogger, ha già instagrammato anche il cappuccino, io invece, è già tanto se vengo notata dal barista perché non arrivo nemmeno al bancone.
Incontro le mie amiche di blog, ovviamente nella mia stessa condizione: " Giuro che domani mi laverò i capelli", " come sono venuta su questa foto ?", " ma quella non è la blogger che sta ovunque?" , " ma il cappuccino si paga?" . Io lo dico sempre che se vai con lo zoppo, impari a zoppicare.
Non ci riusciamo proprio a fare discorsi tipici da fashion week.
| Da sinistra a destra: Martina di http://www.leffimero.it/- Annalisa di http://sofiesmug.altervista.org/blog/- Isabelle di http://www.unosunove.com/ e Maria di http://www.city-murmur.com/ |
Ma non c'è molto tempo da perdere; sta iniziando un'altra sfilata, Arthur Arbesser, l'ultima della giornata per me. Stavolta l'entrata è veloce, non c'è nessun Bryan Boy che mi vuole passare avanti e riesco a mettermi in seconda fila .Ma eccolo di nuovo, Bryan Boy mi sta davanti e parla con una ragazza che si è buttata l'armadio addosso,PEGGIO DI ME.
Rinuncio definitivamente a fare foto. Anzi, improvvisamente, voglio rinunciare proprio alla giornata, perché mi è salito un certo appetito. Guardo l'orologio e sono le 15.00, non è appetito è FAME NERA.
Con le ragazze usciamo dal complesso e ci infiliamo nel primo buco che ha l' aria di far panini e non volendo ci ritroviamo da LIKEAT, forse il posto in cui ho mangiato il panino più buono del mondo: pane cotto a legna, fontina, speck, pomodori secchi e miele. DA SVENIMENTO.
Torno a casa, mi levo le scarpe e sprofondo sul divano. Do un'occhiata alla mie foto sfocate e TUTTE con le teste davanti: ci risiamo, anche questa, è stata la mia solita AltaRoma. Ripenso alla giornata, e a chi me lo fa fare a stressarmi così la vita. Non è che me l'ha ordinato il dottore eh, io sto qui scrivo di moda e probabilmente non succederà mai niente di più di questo. Però io non ci voglio rinunciare.
E se invece succedesse qualcosa ? E se invece un giorno, riuscissi a fare foto senza teste davanti?
La prima fila è li, tocca solo guadagnarsela.
Nicoletta
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Leggo Vogue mentre cucino, e guardo Fashion Tv mentre preparo biberon. Correre tutto il giorno non mi spaventa, mi reputo una mamma sprint. La moda è quella cosa che mi accompagna tutti i giorni e che non mi fa annoiare. Non la prendo troppo sul serio: la guardo, la scrivo e spesso la derido. La vivo con leggerezza, proprio come piace a me.
Pensate che i leggins indossati come pantaloni siano il male del secolo? Siete nel posto giusto!
lunedì 13 gennaio 2014
CIVETTIAMO, EDIZIONE PITTI UOMO
Perciò se sei un uomo e hai intenzione di partecipare alla prossima edizione del Pitti Immagine ma non sai come comporre il tuo look, ecco alcune regole.
Sembrano complicate ma in realtà sono semplici e didascaliche:
1- Indossa tutto ciò che nel quotidiano non indosseresti MAI.
2- Scegli un cappello, il più brutto in commercio.
3- Indossa un panciotto, possibilmente con orologio da taschino.
4- Indossa calzini colorati. Devono cozzare con tutto il resto.
5- Fatti crescere la barba, più o meno come nel Quarto Stato (allego foto)
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| Pitti Uomo edizione 1 |
Altrettanto importanti, sono alcune norme di comportamento:
1- Allenati ad avere uno sguardo misterioso.
2- Cammina solo dopo esserti accertato di saperlo fare con un giornale sotto braccio e stando contemporaneamente al telefono con chissà chi.
3- Se arrivi al Pitti in bicicletta, è meglio.
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| Paperino chi? |
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(Pitti Immagine.it)- (Grazia.it)- (MarieClaire.it)
La moda è fatta anche per osare, intendiamoci. Ma un conto è aspettare la settimana della moda per travestirsi da giullare di corte, un conto è fare questa scelta OGNI GIORNO. Ed io onestamente non credo che questi bei faccini si vestano così nel quotidiano. Ma c'è altro. A me l'uomo così fa solo ridere. Spesso invece, nell'essere leggermente più anonimi e nelle scelte più semplici, si nasconde il vero stile e anche il vero uomo. Amen.
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giovedì 21 novembre 2013
CAPPOTTI IN CASHMERE: LE ALTERNATIVE ECONOMICHE
Il cappotto in inverno, diventa un po una divisa, soprattutto quando siamo costrette a passare giornate intere fuori per lavoro o altro. E anche qui, mi ritrovo sempre difronte al dilemma: acquistare un buon capo facendo una sorta d'investimento a vita o seguire il trend del momento e acquistare "piccoli pezzi" di scarsa qualità che mi permettano di fare più abbinamenti?
Le mamme non avrebbero dubbi: chi più spende meno spende.
E il cappotto in cashmere, così morbido, leggero e caldo allo stesso tempo, potrebbe essere la scelta che si rivela giusta per il nostro inverno. Il cashmere è una fibra molto rara, una lana finissima e morbidissima, molto difficile da manipolare; e per questo motivo costa un occhio della testa. Se ci mettiamo anche un nome vicino, come Burberry, Isabel Marant o Prada, non ci basterà uno stipendio per possedere uno splendido cappotto in cashmere.
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| Burberry € 1995.00 |
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| Burberry € 795.00 |
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| Burberry € 2995.00 |
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| Pauw € 1296.00 |
| Fausto Puglisi € 2795.00 |
| Stella McCartney € 1095.00 |
Lo so. Vi state chiedendo quante capre bisogna pelare per fare uno di questi cappotti.
E vi rispondo: almeno 6.
Ma per rispondere anche alla richiesta di una mia lettrice, ho preparato questo post, per mostrarvi che si può acquistare un cappotto in cashmere, senza spendere cifre astronomiche. La regola n.1 è quella di avere molta pazienza e non scoraggiarsi, c'è un cappotto per ognuna di noi. La regola n. 2 è essere disposte ad acquistare in rete, perché a quanto pare, c'è un effettivo risparmio! Ecco per voi qualche proposta, ad ogni numero, corrisponde marca, prezzo e link per acquistarlo.
$325 - houseoffraser.co.uk
$320 - houseoffraser.co.uk
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Se vi interessa acquistare altro in cashmere, potete fare un giro su
DEAR CASHMERE , un brand specializzato nella produzione di questo genere di capi.
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Pensate che i leggins indossati come pantaloni siano il male del secolo? Siete nel posto giusto!
lunedì 23 settembre 2013
MILAN FASHION WEEK P/E 2014: I MIEI SI E I MIEI NO
Ragazzi io vi avverto. Quando toccherà a me andare a sculettare alla fashion week, vi bombarderò di foto sui social e voi mi vorrete eliminare dalle amicizie. Un po come quello che mi sta capitando in questi giorni vedendo i vostri volti rilassati in galleria Vittorio Emanuele.
Fatto sta, che seguendo bloggerS, Vips, stilisti, semplici curiosi e chi più ne ha più ne metta su Instagram e social vari, ho capito una serie di cose sulla fashion week:
MA PASSIAMO ALLE COSE SERIE.
Ho deciso di riassumervi la fashion week dal mio punto di vista, partendo dalla cosa più semplice : cosa metterei e cosa no. Non facile: ottanta sfilate al giorno ed io come sempre, ho avuto mille cose da fare. Quindi per oggi, iniziamo con una breve carrellata.
FENDI
ALBERTA FERRETTI
BOTTEGA VENETA
D SQUARED2
ETRO
DOLCE & GABBANA
ERMANNO SCERVINO
EMILIO PUCCI
(Ph. Vogue.it)
Buona settimana a tutti !
Fatto sta, che seguendo bloggerS, Vips, stilisti, semplici curiosi e chi più ne ha più ne metta su Instagram e social vari, ho capito una serie di cose sulla fashion week:
- non sei nessuno se non hai un abito di DANIELE CARLOTTA: ha appena realizzato l'abito da sposa di Belen e da quanto ho capito ne ha fatto uno anche a Lady Gaga, perciò... non so se rendo l'idea.
- l' abitino Dolce & Gabbana con "mosaici bizantini" che se non ricordo male costa la modica cifra di € 3000, sta diventando una specie di divisa nel fashion system, lo indossano tutte e si sentono stra fighe con quel vestito addosso, ma la dura verità da accettare è che ci vuole la faccia giusta.
- il bello della fashion week non è andare alle sfilate ma andare alle feste, scroccando aperitivi a go go
- se vai alle sfilate con la metro sei una sfigata
- vestirsi a cavolo è importante quanto respirare. La cosa veramente importante è farsi fotografare per lo street style. Insomma io passo giorni a decidere cosa mettere per una sfilata e poi arrivi tu col maglioncino di tua nonna e ti senti troppo fashion.
- Anna dello Russo fa schifo. Il suo stile fa schifo. Qualsiasi cosa metta è volgare. Ed ora lo posso dire, tanto ce la siamo tolta dalla scatole per un po: quella capsule collection di due anni fa per Hm, è la cosa più brutta che abbia visto in vita mia.
- L'importanza delle scarpe della Wintour. Perché indossa sempre le stesse? Se non ci siete ancora arrivati ve lo dico io. Quelle scarpe distolgono l'attenzione dai suoi piedi (oh my God quanto ti capisco Anna, anche io ho dei piedi bruttissimi!) e stanno veramente bene con tutto, in più sono state realizzate appositamente per lei da Manolo Blanhik nel 1994; pensate che per stare tranquilla, se ne è fatte fare più paia in diverse tonalità di beige per seguire l'andamento della sua abbronzatura. Perciò...applausi per la Wintour e non le rompete le scatole.
Ma poi ci sono anche le cose che non ho capito:
- Come fanno alcune blogger a stare una settimana a Milano, pagando alberghi ed autisti, non avendo ancora realizzato una capsule collection per un pincopallino della moda.
- Come fanno a stare contemporaneamente alla sfilata di Moschino e Scervino con abiti diversi.
- i Vips a Roma se la tirano da morire, a Milano addirittura, sorridono nelle foto
- La Ferragni ci ha degnati della sua presenza, vestendosi anche bene.
(si accettano info grazie)
MA PASSIAMO ALLE COSE SERIE.
Ho deciso di riassumervi la fashion week dal mio punto di vista, partendo dalla cosa più semplice : cosa metterei e cosa no. Non facile: ottanta sfilate al giorno ed io come sempre, ho avuto mille cose da fare. Quindi per oggi, iniziamo con una breve carrellata.
BLUMARINE
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(Ph. Vogue.it)
Buona settimana a tutti !
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Leggo Vogue mentre cucino, e guardo Fashion Tv mentre preparo biberon. Correre tutto il giorno non mi spaventa, mi reputo una mamma sprint. La moda è quella cosa che mi accompagna tutti i giorni e che non mi fa annoiare. Non la prendo troppo sul serio: la guardo, la scrivo e spesso la derido. La vivo con leggerezza, proprio come piace a me.
Pensate che i leggins indossati come pantaloni siano il male del secolo? Siete nel posto giusto!
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