Era una mattina come tutte le altre di qualche mese fa. Come al solito, durante la mia colazione frettolosa ma mai troppo per guardare il telefono, apro la mia casella mail e leggo il mittente. Una donna, russa.
" Ciao Nicoletta, forse non ti ricordi di me, ci siamo conosciute ad AltaRoma, sono l'organizzatrice della fashion week a Mosca e saremo lieti di averti con noi per la prossima edizione che parte tra due settimane. " SUDO FREDDO.
Inizio a pensare. Si, mi sono ricordata di lei, ci trovavamo in quella stupenda terrazza dell' hotel Baglioni in Via Veneto (lasciatemelo dire, non capita tutti i giorni). Poi il vuoto. Ma perché ha scritto proprio a me? Allora vedi, serve a qualcosa sbattersi da un evento all'altro facendo finta di non essere stanca, serve a qualcosa lasciare biglietti da visita in giro come se non ci fosse un domani e instagrammare il mondo, nella speranza che qualcuno vada a finire sul mio blog per caso e ne rimanga per qualche strano motivo affascinato.
Stranamente, non rispondo subito e nel frattempo continuo a pensare. Sarà una bufala? Fammi documentare su questa fatidica fashion week di Mosca, peraltro mai sentita nominare.
Internet è uno strumento affascinante e infernale. In un attimo sei dall'altra parte del mondo e ci vorresti anche rimanere, con l'immaginazione si intende. Perciò in un attimo sono (su Internet) nel bel mezzo della fashion week di Mosca, con un miliardo di fotografi, modelle, giornalisti, con un freddo allucinante e anche perché no, con un colbacco in testa.
Ho anche iniziato a fantasticare e già l'idea di avere la possibilità di prendere un aereo e viaggiare per fare una cosa che amo, per cui mi sono impegnata e per cui non ho avuto aiuto da nessuno, beh questo, già mi rendeva felice.
Chiamo la mia amica. Lei conosce bene le dinamiche della comunicazione e non solo perché parla perfettamente l'inglese, ma perché per lavoro, manda mail tutto il giorno e in tutto il mondo. Mi da subito consigli stratosferici OVVIAMENTE.
Quello che mi preoccupava era il fatto di non sapere se l' invito presupponesse un viaggio pagato da loro o meno. Non mi trovavo proprio nella condizione di poter spendere soldi per un viaggio a Mosca improvvisato che richiedeva anche un visto, non sono proprio la Ferragni della situazione, ECCO.
Quindi prendo coraggio e umilmente, chiedo alla donna russa questo piccolo dettaglio pratico. Lei mi risponde che avrei avuto un autista a disposizione per gli spostamenti e che per una settimana avrei avuto una stanza in hotel a 5 stelle nel centro di Mosca. Il volo, il visto e le spese, tutte le mie. Inutile dirvi che fossi stata in un'altra situazione, e se non mi fossi trovata in Italia, nel bel mezzo di una crisi economica che ha investito tutti e soprattutto il campo in cui lavoro, avrei prenotato il primo volo disponibile per Mosca nel giro di 24 ore.
Seguire i sogni non è facile. Non è svegliarsi una mattina, ricevere una mail del genere e decidere di sfruttare l'occasione che non sai se tornerà. Bisogna essere maturi, valutare le scelte, saper ponderare la realtà. E poi a volte purtroppo bisogna avere il mezzo, che non è solo la determinazione, la volontà e l'entusiasmo, ma il maledetto Dio denaro. E' per questo che quando qualcuno arriva al successo senza alcun mezzo, mi emoziono di più.
Comunque, tanto per non buttare al vento l'occasione, provo a fare qualche chiamata, e senza entrare troppo nei dettagli, vi dico che non sono riuscita a trovare i soldi necessari per partire.
Rimaneva il problema di dover rispondere a quella ragazza tanto gentile, che aveva pensato a me per la Mercedes fashion week. Cosa fare? Inventarsi una cavolata e fare la snob dicendo di avere già mille impegni per quella settimana, o dire semplicemente la verità?
Sono convinta che la verità, e soprattutto la trasparenza, ripaghino sempre, soprattutto nel mondo della moda, dove tutto è stra finto. Così, ho scritto che non avevo la possibilità di pagarmi il viaggio.
Ho pensato che la ragazza non mi avrebbe più risposto. E invece dopo un po mi risponde che avrebbe fatto di tutto pur di farmi pagare anche il volo e le spese dall'organizzazione e che avrebbe parlato col suo direttore per avermi li.
CASPITA STI RUSSI. CASPITA, LA VERITA' QUANTO RIPAGA A VOLTE.
Aspetto per giorni una sua risposta, giorni che diventano una settimana e settimane che erano diventate quasi un mese. Poi una mattina, a pochi giorni da quella che dovrebbe essere stata la mia partenza, la risposta.
"Ho parlato con il direttore della Mercedes Benz Fashion week, per questa volta non possiamo pagarti il viaggio, ma per la prossima ci muoveremo per tempo per averti qui tra noi".
Una risposta che lascia il dubbio. Ma lascia anche la speranza di poter realizzare un giorno quel sogno di partire all'estero grazie a quello che scrivo.
Una cosa è certa, che la ragazza russa mi ricontatti o no, io ho detto la verità, e questo non ha significato aver rinunciato ai miei sogni ma semplicemente aver valutato la situazione per quella che era. Ah, anche un'altra cosa è certa. Che non sono partita per la Russia; e ogni tanto mentre sono in macchina, nel traffico di Roma, stressata e nervosa, mi piace immaginarmi li, seduta e soddisfatta, su quell'aereo per Mosca.
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giovedì 16 gennaio 2014
QUELL'AEREO PER MOSCA.
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Leggo Vogue mentre cucino, e guardo Fashion Tv mentre preparo biberon. Correre tutto il giorno non mi spaventa, mi reputo una mamma sprint. La moda è quella cosa che mi accompagna tutti i giorni e che non mi fa annoiare. Non la prendo troppo sul serio: la guardo, la scrivo e spesso la derido. La vivo con leggerezza, proprio come piace a me.
Pensate che i leggins indossati come pantaloni siano il male del secolo? Siete nel posto giusto!
lunedì 13 gennaio 2014
CIVETTIAMO, EDIZIONE PITTI UOMO
Perciò se sei un uomo e hai intenzione di partecipare alla prossima edizione del Pitti Immagine ma non sai come comporre il tuo look, ecco alcune regole.
Sembrano complicate ma in realtà sono semplici e didascaliche:
1- Indossa tutto ciò che nel quotidiano non indosseresti MAI.
2- Scegli un cappello, il più brutto in commercio.
3- Indossa un panciotto, possibilmente con orologio da taschino.
4- Indossa calzini colorati. Devono cozzare con tutto il resto.
5- Fatti crescere la barba, più o meno come nel Quarto Stato (allego foto)
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| Pitti Uomo edizione 1 |
Altrettanto importanti, sono alcune norme di comportamento:
1- Allenati ad avere uno sguardo misterioso.
2- Cammina solo dopo esserti accertato di saperlo fare con un giornale sotto braccio e stando contemporaneamente al telefono con chissà chi.
3- Se arrivi al Pitti in bicicletta, è meglio.
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| Paperino chi? |
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(Pitti Immagine.it)- (Grazia.it)- (MarieClaire.it)
La moda è fatta anche per osare, intendiamoci. Ma un conto è aspettare la settimana della moda per travestirsi da giullare di corte, un conto è fare questa scelta OGNI GIORNO. Ed io onestamente non credo che questi bei faccini si vestano così nel quotidiano. Ma c'è altro. A me l'uomo così fa solo ridere. Spesso invece, nell'essere leggermente più anonimi e nelle scelte più semplici, si nasconde il vero stile e anche il vero uomo. Amen.
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Leggo Vogue mentre cucino, e guardo Fashion Tv mentre preparo biberon. Correre tutto il giorno non mi spaventa, mi reputo una mamma sprint. La moda è quella cosa che mi accompagna tutti i giorni e che non mi fa annoiare. Non la prendo troppo sul serio: la guardo, la scrivo e spesso la derido. La vivo con leggerezza, proprio come piace a me.
Pensate che i leggins indossati come pantaloni siano il male del secolo? Siete nel posto giusto!
giovedì 9 gennaio 2014
KIM KARDASHIAN ED IL SUO SEDERONE GIGANTE
Eccoci qui, 2014. Un altro anno volato via come niente. Ho salutato il 2013 con nostalgia perché è stato l'anno dei miei 30 anni non festeggiati, quei 30 anni che mi sembravano troppi e per cui non c'era niente da festeggiare. Invece ora che sono già nel 2014, mi sembrano tutto sommato pochi e mi è tornata la voglia di festeggiarli. MA E' TROPPO TARDI, DOVRO' ASPETTARE I 31.
Nel frattempo, il mese di dicembre è stato il mese dei continui, chissene della dieta, chissene della palestra, chissene della pancia, TANTO POI C'E' GENNAIO.
Non voglio risultare fastidiosa e voglio essere onesta col mondo. Io sono magra, non ho grossi problemi di peso, anzi a dirla tutta, sarei sotto peso. Il problema è che la ciccia sul mio corpo si distribuisce proprio male. Se mangio a cavolo per una settimana, la mia pancia diventa un pallone, la gente inizia a farmi gli auguri per una gravidanza che non c'è, mentre le gambe continuano ad essere degli stecchini. Insomma, ad ognuno le sue croci, quando si tratta di chili in più, chili in meno, ciccia distribuita male, ecc. Quindi qualunque sia il vostro problema, vi capisco. Vi sono vicina se a dicembre vi siete scofanate panettoni tra un mercante in fiera e l'altro oppure se vi è capitato di far colazione più di una volta con carciofi fritti in pastella avanzati della sera prima.
Mi sembrava doveroso salutare il 2013 con una buona dose di grassi nel corpo, perché loro si che mi rendono felice. Poi il 07 gennaio, stavo giusto valutando di prestare più attenzione alla linea e di partire nel 2014 col piede giusto, quando su Instagram vedo lei:
Lei e il suo culone gigante, lei e quel baule che sarebbe in grado di twerkare con Miley Cirus a 2 chilometri di distanza, lei e quella fierezza nel portarselo a spasso ed esibirlo come fosse la cosa più bella del mondo. E noi qui, a programmarci la dieta fino al prossimo anno.
Kim Kardashian, la sorella meno sfigata del famoso trittico Kardashian, è il classico esempio di come negli Stati Uniti si possa diventare famosi per niente. Dopo essere stata la protagonista assoluta del reality, girato proprio con la sua famiglia "Al passo con I Kardashian", aver fatto una marea di apparizioni in tv, spot pubblicitari e una linea di moda, si fidanza con Kanye West, con cui da alla luce una bambina chiamata North.
Durante la gravidanza, Kim lievitava a vista d'occhio ogni giorno, e con lei il suo culone.
Subito dopo il parto, oltre ad aver chiesto al suo ginecologo di poter mangiare la placenta della sua stessa pancia (pratica diffusa negli USA) ed oltre a farsi dare una tiratina al viso dal chirurgo, si è fatta fare una bella liposuzione.
Mi domando a che livello di sfacciataggine poteva essere il suo culone prima dell'intervento.
Lei mangia carboidrati CRISTO SANTO! Insomma, non trovo giusto che giri così disinvolta con quel culone da marziana; non può indossare una splendida gonna Lanvin a rischio esplosione, mentre noi compriamo quintali di tè verde al Conad.
NON e' GIUSTO.
Ma le foto di Kim sul web mi hanno portata ad una riflessione.
Se state decidendo di mettervi a dieta, ma non siete ancora convinte, oppure siete già a dieta ma avete paura di sgarrare e pensate di non farcela, tranquille. Pensate a lei, al suo culone gigante e vi tirerete immediatamente su.
La verità è che il suo sederone mi sta troppo simpatico e mi sta simpatica anche lei con la sua ciccia grassa e strabordante che da una speranza a tutte. Chi l'ha detto che le donne in carne non possano essere belle, anzi più belle di quelle magre? Chi l'ha detto che una donna in carne non si possa vestire alla moda? E anche se non permetterò a quel culone di femare la mia missione sul mangiar sano, che non è dieta, ma uno stile di vita, mi ricorderò di lui ogni volta che avrò una tentazione, perché a me Kim piace così, gonfia come una zampogna.
Quindi grazie a Kim! E soprattutto, grazie al suo culone.
Nel frattempo, il mese di dicembre è stato il mese dei continui, chissene della dieta, chissene della palestra, chissene della pancia, TANTO POI C'E' GENNAIO.
Non voglio risultare fastidiosa e voglio essere onesta col mondo. Io sono magra, non ho grossi problemi di peso, anzi a dirla tutta, sarei sotto peso. Il problema è che la ciccia sul mio corpo si distribuisce proprio male. Se mangio a cavolo per una settimana, la mia pancia diventa un pallone, la gente inizia a farmi gli auguri per una gravidanza che non c'è, mentre le gambe continuano ad essere degli stecchini. Insomma, ad ognuno le sue croci, quando si tratta di chili in più, chili in meno, ciccia distribuita male, ecc. Quindi qualunque sia il vostro problema, vi capisco. Vi sono vicina se a dicembre vi siete scofanate panettoni tra un mercante in fiera e l'altro oppure se vi è capitato di far colazione più di una volta con carciofi fritti in pastella avanzati della sera prima.
Mi sembrava doveroso salutare il 2013 con una buona dose di grassi nel corpo, perché loro si che mi rendono felice. Poi il 07 gennaio, stavo giusto valutando di prestare più attenzione alla linea e di partire nel 2014 col piede giusto, quando su Instagram vedo lei:
Lei e il suo culone gigante, lei e quel baule che sarebbe in grado di twerkare con Miley Cirus a 2 chilometri di distanza, lei e quella fierezza nel portarselo a spasso ed esibirlo come fosse la cosa più bella del mondo. E noi qui, a programmarci la dieta fino al prossimo anno.
Kim Kardashian, la sorella meno sfigata del famoso trittico Kardashian, è il classico esempio di come negli Stati Uniti si possa diventare famosi per niente. Dopo essere stata la protagonista assoluta del reality, girato proprio con la sua famiglia "Al passo con I Kardashian", aver fatto una marea di apparizioni in tv, spot pubblicitari e una linea di moda, si fidanza con Kanye West, con cui da alla luce una bambina chiamata North.
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Durante la gravidanza, Kim lievitava a vista d'occhio ogni giorno, e con lei il suo culone.
Subito dopo il parto, oltre ad aver chiesto al suo ginecologo di poter mangiare la placenta della sua stessa pancia (pratica diffusa negli USA) ed oltre a farsi dare una tiratina al viso dal chirurgo, si è fatta fare una bella liposuzione.
Mi domando a che livello di sfacciataggine poteva essere il suo culone prima dell'intervento.
Lei mangia carboidrati CRISTO SANTO! Insomma, non trovo giusto che giri così disinvolta con quel culone da marziana; non può indossare una splendida gonna Lanvin a rischio esplosione, mentre noi compriamo quintali di tè verde al Conad.
NON e' GIUSTO.
Ma le foto di Kim sul web mi hanno portata ad una riflessione.
Se state decidendo di mettervi a dieta, ma non siete ancora convinte, oppure siete già a dieta ma avete paura di sgarrare e pensate di non farcela, tranquille. Pensate a lei, al suo culone gigante e vi tirerete immediatamente su.
La verità è che il suo sederone mi sta troppo simpatico e mi sta simpatica anche lei con la sua ciccia grassa e strabordante che da una speranza a tutte. Chi l'ha detto che le donne in carne non possano essere belle, anzi più belle di quelle magre? Chi l'ha detto che una donna in carne non si possa vestire alla moda? E anche se non permetterò a quel culone di femare la mia missione sul mangiar sano, che non è dieta, ma uno stile di vita, mi ricorderò di lui ogni volta che avrò una tentazione, perché a me Kim piace così, gonfia come una zampogna.
Quindi grazie a Kim! E soprattutto, grazie al suo culone.
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Leggo Vogue mentre cucino, e guardo Fashion Tv mentre preparo biberon. Correre tutto il giorno non mi spaventa, mi reputo una mamma sprint. La moda è quella cosa che mi accompagna tutti i giorni e che non mi fa annoiare. Non la prendo troppo sul serio: la guardo, la scrivo e spesso la derido. La vivo con leggerezza, proprio come piace a me.
Pensate che i leggins indossati come pantaloni siano il male del secolo? Siete nel posto giusto!
venerdì 27 dicembre 2013
The Butterfly Effect - Christmas Party
Carissimi amici, in questa pausa natalizia, Little Fashion Place non vi abbandona.
Ricordate di quando vi ho parlato della piccola ma graziosa boutique The Butterfly Effect di Francesca Alesse in Rione Monti a Roma, in questo post? Per la gioia di tutte le pazze per lo shopping e per chi è sempre alla ricerca di marchi e pezzi originali e di qualità, la boutique ha organizzato uno dei tanti eventi dedicati, scegliendo il RisorArte Margutta per un Christmas Aperitif pieno di sorprese.
Tubini, giacche, camicie, tailleur, tronchetti e tanti accessori irresistibili sono stati il completamento dell'aperitivo più green della Capitale. Per l’ occasione agli ospiti della serata è stata riservata una selezione accurata di capi e di accessori raffinati ed originali, ideali per vestire con stile anche le feste natalizie, senza rinunciare alla versatilità e alla cura del dettaglio.
Durante l’aperitivo è stato realizzato un divertente shooting fotografic o a cura di Mariano Re, con modelle in total look The Butterfly Effect.
Come l’effetto farfalla esprime l'idea che piccole variazioni iniziali producano grandi cambiamenti nel comportamento a lungo termine, così The Butterfly Effect, metabolizzando questa idea, ha voluto - e vuole - raccontare come la combinazione di più elementi, quando è fatta con cura e gusto, riesce a definire un'immagine femminile impeccabile, moderna, elegante, raffinata e adatta ad ogni occasione.
Potete scoprire tutte le novità direttamente in boutique, nel cuore del rione Monti, in via Panisperna 227.
Potete scoprire tutte le novità direttamente in boutique, nel cuore del rione Monti, in via Panisperna 227.
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Leggo Vogue mentre cucino, e guardo Fashion Tv mentre preparo biberon. Correre tutto il giorno non mi spaventa, mi reputo una mamma sprint. La moda è quella cosa che mi accompagna tutti i giorni e che non mi fa annoiare. Non la prendo troppo sul serio: la guardo, la scrivo e spesso la derido. La vivo con leggerezza, proprio come piace a me.
Pensate che i leggins indossati come pantaloni siano il male del secolo? Siete nel posto giusto!
giovedì 19 dicembre 2013
TIGER: LA MIA NUOVA SALVEZZA
Guardo di sfuggita il calendario sul telefono, di solito segno gli appuntamenti ma non li guardo e dopo giorni mi capita di dover vedere com'è messo il ponte di Natale quest'anno e vedo che...mancano solo sei giorni al 25 dicembre. Regali comprati: 0 Idee: 0 Organizzazione: 0
E' sempre così, e di solito va a finire che il 24 mattina, mentre tutti sono ad infiocchettare la casa per la vigilia e a cuocere le verdure grigliate, io giro come una pazza per tutti i centri commerciali della città, facendomi prendere letteralmente dal panico. E so che è vergognoso, che dovrei mantenere intatta la mia dignità, ma a volte, anche solo per comprare all'ultimo momento la carta regalo, sono andata dal cinese sotto casa. E se ci pensate, il cinese è di vitale importanza. Il cinese è quello che entri e chiedi se per caso ha dei ganci per attaccare l'accappatoio in bagno e CE L'HA; è quello che "ho bisogno di un caricatore a 2 euro per il mio Iphone" e CE L'HA; è quello che sai benissimo che non devi comprare elastici e mollettine perché ti si romperanno, ma niente è più forte di te, CE L'HA E LE DEVI COMPRARE.
E poi, è il mio fornitore ufficiale di carta regalo.
Ma diciamolo: quanto sono brutte le buste regalo con quei Babbi Natale, goffi e pieni di brillantini che imbrattano tutta la casa? Quanto ci malediciamo ogni volta per aver comprato il caricatore dal cinese? E quanto ci siamo stufati di vedere quelle tendine a fiori velate che si sfilacciano sempre alle finestre di tutti i bagni d'Italia?
Ma sapevo che prima o poi la mia salvezza sarebbe arrivata, e il nome è tutto un programma: TIGER.
E prima di essere invasi da negozi Tiger in tutto il paese, io vi avverto, CREA DIPENDENZA.
Tiger è il nostro cinese di fiducia, ma con due sostanziali differenze:
1- non è cinese, ma DANESE
2- è attento al design.
Pare che i nordici si siano dati parecchio da fare, prima Ikea, poi H&M, e ora la nuova frontiera dello shopping utile/futile e Danese chiamata TIGER.
Da Tiger, troverete di tutto, utensili da cucina, giocattoli, oggetti per l'ufficio, cose per abbellire la tavola, massaggiatori, ombrelli, suole per scarpe, prodotti per il bagno, pesetti da un chilo, orologi, cornici, e per la felicità dei maschietti, cavetti elettrici di ogni genere.
Prezzi a cifre tonde, mai un € 2.99. Per chi dovesse comprare le buste regalo, vi anticipo che costano come dal cinese: € 1.
Sono triste perché lo avrei voluto inventare io il Tiger. Cosa c'è di più geniale di un cinese che non è un cinese?
Finalmente, posso fare regali carini (anche nel packaging), senza dover spendere una fortuna e sentirmi a casa proprio come dal cinese, e comprare un cappello di Babbo Natale con lucine che non si rompono, kit da cucito come se piovessero, e la supercolla Tiger da tenere sempre nella borsetta CHE NON SI SA MAI.
Problema regali di Natale 2013: RISOLTO.
TIGER STORE: http://www.tiger-stores.it/
FACEBOOK FAN PAGE: https://www.facebook.com/tigeritalia?fref=ts
E' sempre così, e di solito va a finire che il 24 mattina, mentre tutti sono ad infiocchettare la casa per la vigilia e a cuocere le verdure grigliate, io giro come una pazza per tutti i centri commerciali della città, facendomi prendere letteralmente dal panico. E so che è vergognoso, che dovrei mantenere intatta la mia dignità, ma a volte, anche solo per comprare all'ultimo momento la carta regalo, sono andata dal cinese sotto casa. E se ci pensate, il cinese è di vitale importanza. Il cinese è quello che entri e chiedi se per caso ha dei ganci per attaccare l'accappatoio in bagno e CE L'HA; è quello che "ho bisogno di un caricatore a 2 euro per il mio Iphone" e CE L'HA; è quello che sai benissimo che non devi comprare elastici e mollettine perché ti si romperanno, ma niente è più forte di te, CE L'HA E LE DEVI COMPRARE.
E poi, è il mio fornitore ufficiale di carta regalo.
Ma diciamolo: quanto sono brutte le buste regalo con quei Babbi Natale, goffi e pieni di brillantini che imbrattano tutta la casa? Quanto ci malediciamo ogni volta per aver comprato il caricatore dal cinese? E quanto ci siamo stufati di vedere quelle tendine a fiori velate che si sfilacciano sempre alle finestre di tutti i bagni d'Italia?
Ma sapevo che prima o poi la mia salvezza sarebbe arrivata, e il nome è tutto un programma: TIGER.
E prima di essere invasi da negozi Tiger in tutto il paese, io vi avverto, CREA DIPENDENZA.
Tiger è il nostro cinese di fiducia, ma con due sostanziali differenze:
1- non è cinese, ma DANESE
2- è attento al design.
Pare che i nordici si siano dati parecchio da fare, prima Ikea, poi H&M, e ora la nuova frontiera dello shopping utile/futile e Danese chiamata TIGER.
Da Tiger, troverete di tutto, utensili da cucina, giocattoli, oggetti per l'ufficio, cose per abbellire la tavola, massaggiatori, ombrelli, suole per scarpe, prodotti per il bagno, pesetti da un chilo, orologi, cornici, e per la felicità dei maschietti, cavetti elettrici di ogni genere.
Prezzi a cifre tonde, mai un € 2.99. Per chi dovesse comprare le buste regalo, vi anticipo che costano come dal cinese: € 1.
Sono triste perché lo avrei voluto inventare io il Tiger. Cosa c'è di più geniale di un cinese che non è un cinese?
Finalmente, posso fare regali carini (anche nel packaging), senza dover spendere una fortuna e sentirmi a casa proprio come dal cinese, e comprare un cappello di Babbo Natale con lucine che non si rompono, kit da cucito come se piovessero, e la supercolla Tiger da tenere sempre nella borsetta CHE NON SI SA MAI.
Problema regali di Natale 2013: RISOLTO.
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Pensate che i leggins indossati come pantaloni siano il male del secolo? Siete nel posto giusto!
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