lunedì 5 agosto 2013

#DESIDERIO DEL GIORNO: #HAVAIANAS

Cari amici,
questo è uno di quei lunedì in cui l'amarezza di non essere ancora in vacanza mi travolge come un'onda anomala in un momento di distrazione. E' uno di quei lunedì in cui rimpiango il sabato e la domenica come se non tornassero mai più, quando mi rendo conto poi, che per le vacanze, mi mancano ancora 10 tristissimi giorni di ufficio in pieno agosto. Il viaggio da casa all'ufficio, che per fortuna non rimane troppo lungo, è il momento in cui penso e ripenso, a volte lo ammetto, a delle stronzate assurde. E stamattina, pensate che brutto scherzo del destino, passando in una sorta di triangolo delle Bermuda che odorava di frittura di pesce (per chi non lo sapesse, lavoro in una zona di mare), mi sono ritrovata a pensare ai miei infiniti desideri estivi. Inutile dirvi, che penso spesso a cosa vorrei acquistare di nuovo, facendo una specie di riassunto mentale delle cose più belle.  A volte penso a quello che vorrei acquistare in quel preciso momento, non tralasciando l'aspetto di come userei quell'abitino o quei sandali.
Così ho deciso di dare vita a questa nuova rubrica, perché la mia lista dei desideri è inesauribile e mi piacerebbe condividerla con voi per vedere se sono pazza o meno.
E stamattina mentre ascoltavo Teenage dream di Katy Perry e immaginavo di essere su una spiaggia di Miami al tramonto,  ho avuto una sorta di illuminazione: mi servono un paio di infradito, e anche subito!
Non qualsiasi infradito, ma un altro paio di Havaianas. 
Le Havaianas d'estate sono necessarie come la granita alla menta in spiaggia, non sono un capriccio, non sono un desiderio tanto per, sono NECESSARIE. Una volta, ricordo di aver passato una settimana a Barcellona, camminando tutto il giorno con le mie Havaianas Rosse, le toglievo solo per andare a dormire e in fondo....l'idea più sublime dell'estate per me è proprio questa: non sandali con tacco, niente Jimmy Choo stavolta (Oh Dio se proprio insistete), ma un paio di Havaianas ai piedi. La novità? è che non voglio Havaianas colorate, "ciccione" e brazil ma le voglio slim e che domande...nere!



Il mio desiderio irrefrenabile di acquistare un paio di Havaianas nere e slim, si è scatenato quando sfogliando una rivista sotto l'ombrellone, ho visto un'attrice (di cui non ricordo il nome) indossarle con un delizioso abitino anni 50. Certo, io non sono bianca cadaverica, non ho capelli corti e tanto meno biondi ossigenati, ma voglio correre il rischio di sembrare una burina pur di avere quel paio di Havaianas.
Finalmente così, avrò il coraggio di frullare dal balcone le mie vecchie Havaianas, con una certa soddisfazione, soprattutto per quando riguarda il modello rosso con farfalle bianche in cui le farfalle iniziano a sembrare dei bacarozzi.
Insomma, 25 € sembra essere il prezzo giusto per acquistare cose intelligenti (ricordate il solare Shiseido?) e in fondo questo desiderio è del tutto realizzabile (per fortuna). Spero solo che con i saldi, non ci sia stata una vera e propria caccia alle Havaianas nere e slim, numero 36 di Nicoletta.
E voi siete delle Havaianas addicted?




(foto da Marieclaire.com)

Vi auguro una meravigliosa settimana !


venerdì 2 agosto 2013

IO E IL CONCETTO DEL MINIMAL IN VACANZA

Cari amici,
è arrivato il fatidico momento delle ferie e per i più fortunati, delle vacanze. Ma, e mi rivolgo soprattutto alle donne, il panico sorge sempre nel momento in cui apriamo la nostra mega valigia senza sapere precisamente con cosa dobbiamo riempirla. In giro si dice che noi donne, andiamo in vacanza e ci portiamo tutto l'armadio, che i nostri compagni viaggiano con una borsettina da palestra, mentre noi ne abbiamo una solo di scarpe. Bene. Questa è la volta buona per dimostrare che non è così, che per una volta si sbagliano, e di brutto anche.
Con questo post, voglio anche parlarvi della mia esperienza in materia di "riempimento di valigie": posso dirlo? Sono la numero 1. Riesco a chiudere valigie in cui la cerniera chiede pietà anche sotto 47 gradi al sole, perché meglio una fatica oggi in aeroporto che un rimpianto in vacanza domani. Quante volte vi è capitato che in pieno decollo, invece di pensare al possibile schianto dell'aereo, vi è venuto in mente quel meraviglioso paio di sandali che all'ultimo momento avete deciso di non portare più "perché tanto non li metterò mai"? La tentazione di portarsi tutto l'armadio è tanta, d'altronde la stagione non vi aiuta, i capi estivi sono facilmente "schiacciabili", "arrotolabili", "ingoiabili?"; a meno che come me, non scegliate di andare in piena estate, dall'altra parte dell'emisfero con temperature al di sotto dello zero. Sto parlando di una mia vacanza di qualche anno fa, che mi ha vista costretta a preparare in agosto, una valigia (che rispettasse il limite) completamente invernale. Li sono guai, guai veri. Se esiste qualche sfigata come me che d'estate se ne va al freddo, sono realmente dispiaciuta. Mi ricordo di aver passato giorni a decidere se portare il cappotto  o il piumino, alla fine vinse il cappotto, ma ho passato la vacanza a battere i denti. In più durante il viaggio, si staccò un bottone ed io nella borsa ho sempre un centimetro portabile per misurare il mio punto vita che cresce a dismisura, ma mai un kit del cucito. Non saprei proprio come usarlo.


Il dramma vero è iniziato quando mi resi conto che dovevo portare pochi capi ma funzionali: io non ho capi funzionali. Ho capi difficili, difficilissimi, acquistati senza un criterio vero e proprio e che non si possono indossare senza quel paio di jeans e senza quella gonna, senza quelle calze, senza quelle scarpe. Appena sceglievo uno dei miei capi "non funzionali", la valigia si riempiva di cavolate che ruotavano intorno a quel look che io immaginavo strafigo e che puntualmente si rivelava una vera delusione rivedendo le foto della vacanza ormai terminata. I miei capi funzionali sono il pigiama, le mutande e i calzini. Dopo liste cartacee infinite di cose da portare, la mia selezione era pronta per la valigia: pochi capi, quasi tutti neri. La vacanza con i look più tristi della mia vita. Il lato positivo? Provare il lusso della tintoria in Hotel. Se non vi è mai capitato, provatelo, fatevi lavare anche solo un paio di mutande, così per dire in giro che avete usufruito della lavanderia in Hotel, che fa tanto diva.

Ma torniamo al problema della valigia estiva. Ora va tanto di moda il minimal. Minimal per l'arredamento, minimal per l'abbigliamento, minimal per il cibo (non ce provate), ed ebbene si: minimal per la valigia. Come apro una qualsiasi rivista di moda, mi trovo davanti consigli su come riempire la valigia e il discorso è sempre quello, nauseante fino alle ossa: poche cose, lussuose e funzionali.
Premesso che mi viene un veleno in corpo quando leggo che in spiaggia mi dovrei portare l'ultimo borsone multiuso di Prada da 4000 euro, che io lascerei perennemente in una teca priva d'aria, vi dico anche che il concetto del minimal in vacanza, non è del tutto sbagliato. Il problema è traslare codesto concetto, dalle proposte delle rivista, al nostro armadio sfigato, e dal nostro armadio sfigato, alla nostra valigia.
Per quanto mi riguarda, adoro vincere facile. Adoro quei look vacanzieri della serie "ho aperto la mia valigia ed ho infilato la prima cosa che ho trovato", e che in realtà sono "non ho chiuso occhio stanotte per infilarmi questo abitino bianco".
Lo so care mie, arrivare al concetto di minimal in vacanza, è un percorso lungo e tortuoso,  ma sono sicura che ce la potete fare.

modaperprincipianti.com





1- il problema scarpe. Puntate su scarpe comode e carine, un paio di infradito dorati o color cuoio ad esempio, che siano adatti per la spiaggia ma anche per la sera. Non cedete a quel paio di sandali tacco 12, non li userete mai.
2- scegliete dei shorts di jeans. Non qualsiasi paio ma quelli che vi stanno meglio. Per quanto vi sia possibile, evitate di comprare quelli con le tasche che svolazzano che vanno tanto adesso.
Se si vedono le tasche, significa che state con le chiappe al vento.
3- maxi abito. Total black, total white, a fiori o a righe, fate voi. Con i saldi li ho trovati anche a 10 euro, giuro!
4- la classica T-shirt bianca. Anche quella della Fruit of the Loom, anche di una taglia in più va bene. Legatela o lasciatela lunga sopra gli shorts.
5- l'abitino nero. Ci vuole sempre e comunque, anche con un cataclisma.
6- due borse: non è necessario il borsone di Prada, nemmeno quello finto (per carità). Opterei per una borsa in tela da mare, utilizzabile anche per il giorno o per le escursioni e una clutch da sera, con l'imperativo di osare, osare sempre per gli accessori!
7-Costume: dal precedente post, si evince una mia intolleranza per i costumi Tezenis. Chiedo perdono a tutte le  fans di Tezenis, ma se proprio non potete fare a meno di andarci, acquistate un costume tinta unita. Per tutto il resto, sono amante di quei costumi che stanno bene alle persone. Ad ognuna il suo, a meno che non siate Belen Rodriguez.
8- Il solare: meglio se intelligente. Io ho acquistato (e non lo lascio più) quello della Shiseido a spray.
25.00 euro spese bene: in un unico prodotto ho solare corpo, viso e capelli. L'abbronzatura che da è sul color cacao intenso.



Pensate di farcela? Concentratevi. La valigia minimal è chic, e voi siete chic. Viaggiare con otto valigie non è da voi, e non perché non va più di moda, ma perché gli uomini non sono più quelli di una volta, e il vostro compagno non vi aiuterà a portarle. Non sapete che soddisfazione quando il vostro uomo, guardando la vostra valigetta, vi dirà: " Tutto qui?", godrete più di quando Andy ha portato il manoscritto di Harry Potter alle gemelle di Miranda, ve lo assicuro.
Spero di esservi stata utile, raccontatemi se avete già provato il "brivido" del minimal in vacanza o gli insulti del vostro partner nel caso contrario.
Vi abbraccio tutte (e vi sono vicina).





mercoledì 31 luglio 2013

#CIVETTIAMO: LA RUBRICA DEGLI ERRORI FATALI, EPISODIO 10

Carissimi seguaci,
incredibile ma vero, siamo arrivati al decimo episodio di #civettiamo. Estate o inverno, gli errori non mancano, serve solo qualcuno che abbia il coraggio di dire al mondo che certe cose fanno schifo.
Ed è qui che entriamo in gioco io e la mia mission: dichiarare tutta la verità su cose orride.
Andando in giro per negozi e centri commerciali durante i saldi, oltre ad avere scoperto che non sono in grado di acquistare cose a saldo, causa snervamento da disordine post guerra civile per l'ultimo paio di boyfriend jeans decenti scontati rimasti, mi sono resa conto, che se una cosa non mi piace (e sia chiaro: continua a non piacermi), secondo la testa bacata di alcuni fatidici direttori marketing di super aziende, me le dovrei far piacere, auto convincendomi che quella determinata cosa va di moda, e perciò è il top!
Eh no cari miei. Non conoscete la belva. Io il crop top con la pancia non me lo metto, io la mia ciccia la copro e come! Anzi, negli anni, credo di aver sviluppato una capacità chiamata "esaltazione di qualità fisiche", una materia sconosciuta alla mie amate #civettiamogirls.
Insomma, che mondo sarebbe senza di loro?
Con questo episodio, spero di chiudere definitivamente la questione estate, ma non ne sono proprio tanto sicura, per cui vorrei ancora andarci con i piedi di piombo, lasciando spazio a quello che potrebbe rivelarsi il peggio del peggio.
Nel frattempo, i miei #civettiamofans, aumentano a dismisura: vi voglio bene sappiatelo.
Ma passiamo pure agli orrori di questa settimana, la fonte di ispirazione continua ad essere lei: la spiaggia.


Il costume spezzato n'do cojo n'do cojo

Per le più sofisticate "Mix and Match". Una volta, il mix and match nei negozi di costumi, era inteso come possibilità di prendere una taglia per il reggiseno e un'altra per la mutanda o al massimo, abbinare colori a tinta unita con fantasie della stessa tonalità. Oggi come oggi, con questa espressione, si intende invece, ( e secondo me anche questa volta, è colpa della crisi economica) mischiare i vecchi costumi abbandonati nel proprio armadio, alla "n'do cojo cojo, tanto va de moda".
Così, proprio come la mutanda del bikini, col tempo è diventata un cerotto copri parti intime, il mix and match, ha subito una pericolosissima evoluzione.
Il "ndo cojo cojo universale", ha origine qualche estate fa, quando sulla spiagge di Formentera, veline e velonze, hanno iniziato a pensare che un po come ad Hollywood, uno dei modi per far parlare di se, era vestirsi a cavolo.
Ora. Spostiamoci sempre nella mia amata Capocotta beach. Non siamo a Formentera, non siamo a Copacabana, ma siamo a Capocotta, e non puoi fare il "n'do cojo cojo" mettendo un reggiseno giallo fluo sopra e una mutanda verde fluo sotto, una fascia  bandiera del Brasile sopra e una mutanda Stati Uniti sotto, e soprattutto non puoi farlo con la collezione 2011 e 2012 di Tezenis.
Detto ciò, voglio sottolineare il mio profondo rispetto per la saggezza delle #civettiamogirls nel non cadere in crisi isteriche, ogni qualvolta che in spiaggia, hanno difronte una con il loro stesso identico costume acquistato da Tezenis; non oso immaginare il disagio provato, quando il "n'do cojo cojo Tezenis" è praticamente identico.
(Definizione del "n'do cojo cojo Tezenis": Indossare costumi Tezenis acquistati da dieci anni a questa parte, mischiando slip e reggiseni di più collezioni, ignorando il fatto che il risultato finale non se pò guardà.)
 Io personalmente, utilizzo il "n'do cojo cojo style" quando mi rendo conto di aver acquistato una taglia troppo piccola di mutanda, insomma da quando la taglia 40 è la nuova 56, non ci si raccapezza più nulla con le misure e quindi, per mettere il pezzo sopra del mio costume preferito (ma con taglia sbagliata di mutanda), mi trovo costretta a scegliere la modalità "n'do cojo cojo", ritenendo che le migliori soluzioni siano tinta unita su tinta unita e/o fantasia su tinta unita (magari scegliendo tonalità sobrie).
E voi, di che " n'do cojo cojo" siete?

Costumi Tezenis pronti per il "n'do cojo cojo"
N.b: No non state impazzendo, vi stanno proprio perseguitando e  sono di nuovo loro: costumi Tezenis all'attacco!


Il secondo orrore di oggi é:

Lo stivale invernale in spiaggia (schiuma compresa)

Giuro che non volevo darvi questo dispiacere, ma ingenuamente ho pensato che queste cose non esistessero più. Pensavo male, malissimo.
E sono arrivata alla conclusione che troppa Tv fa male; non sono dicerie, fa male veramente.



Ed è ufficiale: la versione #civettiamogirl per la categoria "stivali in spiaggia" 2013 è questa: capelli lunghi con shatush privo di gradazione, abbronzatura ignorante da Olio Johnson fin dal primo giorno di sole, caftano fluo e lui: non uno stivaletto, non un infradito che non accetta di essere tale, ma il vero e proprio stivale invernale con tacco. Mentre cammina in spiaggia, la mia #civettiamogirl ride, sembrando all'apparenza gioiosa e serena; nella realtà, mi sta soffrendo come un cane, i suoi piedi urlano libertà, gli stivali anche e  la schiuma sta avanzando decisa tra l'alluce e l'illice. E'questione di tempo, ancora poche ore e tutti i clienti dello stabilimento rimarranno soffocati dalla sua puzza.

Come sapete, più volte questa rubrica ha toccato l'aspetto sociale (ricordate il virus della bocca a culo di gallina?). Oggi vi voglio parlare di un altro virus che velocemente si sta diffondendo su tutte le spiagge italiane e non solo:

La foto inguinale: dalla spiaggia a Facebook

Premesso che non me ne può fregare di meno che tu sei al mare mentre io cerco di sopravvivere al mio full time in ufficio, mi chiedo che razza di moda sia farsi una foto dall'inguine in giù con costume Tezenis "n'do cojo cojo", in riva al mare.



Ho già tanti problemi: non ho tempo per andare dall'estetista ad esempio, e mi arrangio spesso con cerette fai da te con scatola invitante che si rivelano vere e proprie fabbriche di peli incarniti; cosa ho fatto di male per dovermi cibare il tuo inguine spiattellato li, sulla mia bacheca di Facebook, con tanto di frasi idiote: " Oggi Total relax", "Oggi non ci sono per nessuno", " Today Sun and Sea"?
Fottiti. Tu e il tuo costume "n'do cojo cojo Tezenis", tu e i tuoi peli inguinali camuffati da Instagram, tu e la tua estetista sempre gentile e disponibile.

Per oggi #civettiamo termina qui, non so se sono realmente pronta per andare in ferie, ma tra poco mi tocca!Non è detta l'ultima, tenetevi sempre  pronti ad altri orrori e non esitate a segnalarmene altri!
Vi bacio tutti miei #civettiamofans e ricordate che vi adoro!







martedì 23 luglio 2013

ALTAROMA: LOOK SFILATA RENATO BALESTRA

Questo è il look che ho scelto per la sfilata di Renato Balestra. Infatti dopo essere stata ospite della Maison Blanche, per la sua nuova apertura a Roma, mi sono letteralmente fiondata alla sfilata di Balestra. L'autista? Solo per poche elette. Io alle sfilate ci vado con la mia bella macchinina e senza navigatore.
Quindi immaginate la scena: caldo torrido, traffico di Roma, trovo il parcheggio, pago il parcheggio, infilo un paio di tacchi, metto il rossetto e via con la corsa contro il tempo.
Ma alla fine ce l'ho fatta!
Il mio accredito dell'ultimo minuto, mi ha fatto vedere la sfilata in piedi, ma noi giovani ce lo possiamo permettere, quindi è stato bellissimo anche così!
Presto ovviamente vi parlerò anche della sfilata, nel frattempo però voglio dedicare spazio al look che ho scelto per l'occasione.


L'abito che indosso, è un acquisto che risale a ben 3 anni fa, a quando ero incinta (io dico sempre di 10 mesi, perchè ho tardato molto a partorire) ed ero diventata talmente grossa che per le serate in compagnia, non sapevo davvero più cosa mettere.
E'un no brand/ acquisto al mercatino/cineseria, insomma chiamatela come vi pare.
Ho visto in giro che c'è chi prende in giro le blogger perché dicono no brand e non cineseria: non date retta a queste cavolate! Tutta invidia ! Ebbene si è una cineseria, a allora? Non tutte le blogger sono ricche di famiglia per comprare sempre abiti stra firmati e la frase "no brand" è solo un modo carino per definire un capo non firmato. Scusate lo sfogo, ma certe cose mi danno ai nervi.
Comunque, quello che conta è sempre il risultato!
Lo posso dire alla Proietti?A ME ME PIACE !!!!








 Abito: no brand
Scarpe e orecchini: Hm
Borsa: Fendi






venerdì 19 luglio 2013

ALTAROMA: ROME NEXT TO FASHION



La mia Altaroma si è conclusa in Via Veneto, nell'elegantissimo Cafè Veneto, dove le atmosfere della Dolce Vita hanno coinvolto oltre trecento ospiti presenti al Rome Next To Fashion, uno degli appuntamenti modaioli più belli che ha dato un assaggio delle potenzialità del magazine Woman and Bride e dei giovani talenti della moda di Roma. Gli eleganti saloni, allestiti dalla flower designer Barbara Verchiani, accoglievano gli ospiti con un ricco cocktail preparato da Pasquarelli catering e in fondo alla sala, era allestito un vero e proprio set fotografico professionale, con un angolo dedicato al make up, curato dagli allievi della RomEur Accademy e uno spazio, dove le foto potevano essere immediatamente elaborate al computer. Le splendide modelle della GR Management, indossavano abiti Gai Mattiolo, Christian Lacroix per la Maison Blanche, Alberto Leonardi Pellicceria, Giuseppe Papini e Gianluca Mannara.
Veramente tantissimi gli ospiti presenti: Erika Gottardi e Massimiliano Piccinno (direttori del magazine Woman and Bride) , Emilio Sturla Furnò, Riccardo Gubiani (Gr Management), Paolo Secondino (Romeur Accademy),Clarissa Burt, Clayton Norcross, Ramona Badescu, Beppe Convertini, la Vice presidente di Altaroma Valeria Mangani, l'Onorevole Sandra Ciofii Fedi, i Principi Guglielmo Giovanelli Marconi e Alessio Angelo Ferrari Comneno, la Marchesa Dani Del Secco D'Aragona, Maria Monsè, Alex Partexano, Giada Di MIceli, gli stilisti Antonio Martino, Massimo Bomba e Natalia Rinaldi, il direttore marketing Italia di Saudia , Fabio Zinanni, Antonio Ciaramella, Raffaele Squillace e l'esperta di Vintage Esterita di Cesare.

L'evento si è avvalso di importantissimi partner, come Uber, Eventi e Confetti, Saudia, Sartoria Rossi e Apptoyou.


Io insieme ad altre blogger, sono stata invitata a godere di questo bellissimo evento che oltre a voler evidenziare il talento di nuovi aspiranti professionisti nel settore della moda, ha voluto celebrare l'uscita del nuovo numero del magazine Woman And Bride, che anche questa volta non ha deluso le aspettative.




Massimiliano Piccinno-Erika Gottardi

Io e le modelle

Io ed Erika Gottardi con le modelle


Clayton Norcross e le modelle

Valeria Mangani al trucco

Le fashion blogger Martina D'ermo di Fashion Files e Annalisa Sofia Parente di Sofiesmug con Esterita di Cesare di Vintachic

Esterita di Cesare-Erika Gottardi ed io


 Per l'occasione indossavo: 
Abito: Monica e Maura Couture
Borsa: Stradivarius
Scarpe e collana: Hm








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