martedì 9 aprile 2013

#CIVETTIAMO: LA RUBRICA DEGLI ERRORI FATALI, EPISODIO 2

Buongiorno carissimi miei lettori!
Dopo il successo del primo episodio della mia nuova rubrica, ho deciso di scrivere anche il secondo.
Il vero problema è che non ci devo pensare su più di tanto, perché gli errori fatali e tutto ciò che è trash o out mi vengono incontro senza il minimo avvertimento.
Prima di iniziare però ci tengo a ribadire una cosa: tutto quello che leggete su questa rubrica e perché no, sul mio blog, è frutto del mio gusto personale che non ho mai detto essere legge e perciò opinabile.
Quindi non vi accanite con me se su qualcosa non concordate; il mondo è bello perché è vario e se tutto fosse perfetto sarebbe una noia mortale.
#fateviunarisata
Ecco fatto. Ora si può iniziare, ma non so se siete pronte psicologicamente.
Io mi sono dovuta arrendere quando l'altra mattina uscendo, mi sono trovata lei sul cartellone pubblicitario, difronte al cancello di casa:

Anna Tatangelo


Dopo aver fatto un minuto di silenzio per il mio entusiasmo mattutino da ora in poi del tutto smontato da questa foto grande quanto il mio palazzo, potete anche ridere.
A questo punto ecco i miei pensieri, sempre nel caso in cui non sia incinta per la seconda volta.
La sua pancia mi infastidisce, si perché io non faccio le addominali sopra l'adipe e soprattutto non indosso giacche così corte e non lo facevo nemmeno negli anni 90, quando tutti cantavano "What is love".
Inoltre, vorrei accertarmi per bene che dentro a  quello strano ventre, non si nasconda un cucciolo di Alien.
Tralasciando il personaggio Tati, che mi lascia sempre molto perplessa, vorrei soffermarmi sulla linea di abbigliamento da lei pubblicizzata.
No. Ci ho ripensato. Rischio di dilungarmi troppo su jeans inguinali, tute aderenti con scollatura fino al fondo schiena, insomma una chiccheria. Ma è proprio grazie a questo tipo di abiti che alla mia rubrica si aprono nuovi orizzonti. Quindi, in sostanza, grazie Tati.

Il secondo "orrore" di oggi è
il coprispalle



Punto primo: è un capo senza alcun senso.
Se dovete coprirvi le spalle, vi sfugge che esistono le giacche, i golfini, o gli scialle. Si. Avete capito bene, gli scialle delle vostre nonne.
Il coprispalle, anche detto "reggiseno con le maniche", è quel pezzo di stoffa che vi insalsiccia le braccia e che rovina quel vostro look studiato nei minimi dettagli, è quella cosa che spesso ho sentito nei discorsi: "sopra l'abito che ho acquistato per il matrimonio di Tizio, ci metto il coprispalle", magari quello in organza bordeaux cangiante come il vestito. E una pugnalata, arriva dritta al cuore.
Punto secondo: se avete più di un coprispalle e se li avete in più colori (di solito la serie è nero, marrone, beige e verde scuro), siete letteralmente spacciate.
Datemi retta, liberatevi del coprispalle il prima possibile o il suo utilizzo vi perseguiterà, soprattutto con la bella stagione. So che ce la potete fare.
Punto terzo: se avete amiche che sono "coprispalle dipendenti" e volete seriamente aiutarle, fategli leggere questo post "per puro caso".


Per concludere questo secondo episodio di #civettiamo, voglio dedicare un po di spazio 
alle extensions.

Britney Spears


Mi è capitato, e non sto scherzando, di vedere ragazze con dei strani moccolotti attaccati ai capelli, tanto che li per li, il mio pensiero è stato: " un piccione inferocito non ha trovato altri posti per i suoi bisogni"; 
ma poi guardando bene.....Oh mio Dio!!! Sono extensions!E quei moccolotti sono la loro attaccatura!!
Per non parlare di quelle che in preda al panico per essersi tagliate i capelli troppo corti, si fanno attaccare extensions alla cieca non considerando che sotto hanno i capelli ad ananas o peggio ancora quelle che che scelgono un colore di extensions completamente diverso dal loro.
Ragazze mie, ho sentito opinioni di ragazzi in merito alla questione e ho sinceramente paura di ferirvi.
Meditate gente, meditate.

Per oggi #civettiamo finisce qui e mi raccomando, se vedete in giro altri "orrori", non esitate a contattarmi! 


A presto!
lfp@





lunedì 8 aprile 2013

LA MIA WISHLIST DELLE COSE VAGAMENTE INUTILI



Buongiorno carissimi lettori!
oggi un post super veloce per mostrarvi alcune delle cose vagamente inutili che fanno parte della mia perenne, interminabile wishlist.
Le cose inutili, spesso sono quelle che mi rendono felice, perchè fatico ad acquistarle e quindi mi sento appagata come non mai nel possederle.
Tranquille, ancora non sono ancora affetta da shopping compulsivo.

Lo so, sarebbe più consono fare una wishlist delle cose utili, ma oggi è lunedì, siamo ad inizio settimana, io sono già stanca e mi serve un pizzico di inutilità, leggerezza e un po di sano shopping virtuale (o meglio  mentale).
Cominciamo con qualcosa di forte.

Che ne dite di un anello gigante? 
Vi dico solo che io non porto anelli, solo due piccoli in argento che mi portano fortuna (o almeno ne sono convinta), quindi acquistare un anello come questo, sarebbe del tutto inutile; ma mi piace troppo!
Immagino di entrare in un cocktail party, con un tubino nero pazzesco, i capelli raccolti e questo anello.
Prezzo? non ne parliamo.
Un anello gigante e un abbigliamento semplice  fa super chic, sappiatelo.

Anello gigante "contaminazioni"Daniela de Marchi



Un libro non è mai inutile, ti lascia sempre qualcosa, ma visto che nell'ultima settimana ne ho acquistati già due che devo ancora terminare, non mi sembra proprio il caso di iniziarne un altro; finirei per confondere le storie e mixarle insieme, cosa che mi è già capitata parecchie volte.
Questo è il classico caso in cui il titolo di un libro gioca un ruolo importantissimo!
Siccome io sono una che i problemi se li crea anche quando non ce li ha, sembrerebbe proprio che faccia per me.
Avete visto l'intervista all'autore di questo libro alle "Invasioni Barbariche"?
E' un uomo affascinante che riserva molte sorprese.



Cosa ci posso fare con abito in tulle verde menta, con taglio vagamente da sposa che costa 199 €?
Ammirarlo, ammirarlo e ancora ammirarlo e BASTA.
Fa parte della nuova e  strepitosa  Conscious Collection di HM, una collezione che fa parte del progetto ecosostenibile di Hm.
Potete trovare tutta la collezione, cliccando QUI.





Abito in Tulle- Conscious Collection H&M


Vagamente inutile anche  questa pochette che definerei deliziosa. Non avrei proprio nulla da abbinarci, a parte l'abito in tulle verde menta qui sopra, ma io quell'abito non ce l'ho, o meglio, mentalmente già è nel mio armadio, ma NON- CE- L-HO !!!!
#deliridiprimavera
Pochette metallizzata Zara




Ho una dipendenza da tisane, e per questo ho duemila tazze, ma questa mi sembra quella più appropriata. 
Tazza Amazon

Possiedo già un blocco  per scrivere appunti per il blog, ma non sarebbe più chic avere una cosa simile?
Non è carino tirare fuori il maxi blocco della Pigna in metro, che è anche più grande di me!
Quaderno moijto Zara


Non è semplicemente deliziosa ? Non sarebbe bello averne una e non utilizzare più quella  che mi è stata gentilmente regalata da Air Europe in seconda classe?
Non è meravigliosa come quella sfoggiata da Audrey in Colazione da Tiffany, ma mi accontento.

Mascherina in seta Zara



Per oggi la mia wishlist, fortunatamente termina qui.
lfp@


mercoledì 3 aprile 2013

#civettiamo: la rubrica degli errori fatali

Buongiorno miei cari lettori!
L'ispirazione del post, o meglio della rubrica di oggi, nasce dalla strada, perché per quanto da essa  nascano dei look favolosi, nella maggior parte dei casi non è così.
Dalla strada si impara, si! a non commettere certi errori!
Basta mettersi seduti in un bar e vedere le persone entrare ed uscire per imparare molte cose.
L'avete mai fatto? Se la risposta è no, fatelo (è anche assai divertente, soprattutto se hai qualcuno vicino che ti asseconda  #avolteèbelloesserecivette)


Ho deciso perciò, di creare una sorta di lista delle cose che secondo me sono out, degli errori fatali, di capi improbabili, insomma di tutto quello che può rovinare un look; anche se ci sono persone che concettualmente   sbagliano, o che non hanno il minimo orientamento nella moda.
Man mano che andrò avanti con le mie "orribili visioni", aggiornerò questa lista, e non me ne vogliate se in mezzo ci sarà qualcosa che vi appartiene o vi riguarda; scriverò solo attraverso il mio personale gusto.
Gusti e colori non si discutono (pare vero).


Iniziamo con qualcosa che mi da molto fastidio e che in un certo senso mi rattrista.
L'uso scorretto dei leggins
E' sempre più frequente il connubio: non so cosa mettere- leggins e vi sono vicina in questo; anche io mi ritrovo spesso di fretta senza saper cosa mettere e la mia scelta cade inesorabilmente  sui leggins, ma deve essere chiara una cosa e lo scrivo in maiuscolo così non ve ne dimenticate: 
I LEGGINS NON SONO PANTALONI
anche se credo che una ragazza che indossi i leggins senza coprire il sedere non leggerà mai il mio blog 
(forse tra le etichette dovrei scrivere "come essere nude con un paio di leggins" e quel punto avrei una vana possibilità di salvarle)
Per non parlare poi del fatto che esistono vari tipi di leggins, ecco quindi un' altra nota importante:
LE CALZE NON SONO LEGGINS
(questa era per le più indisciplinate)

Ma vediamo il pessimo effetto di un uso scorretto dei leggins:

Nicole Minetti

Vi chiedo scusa per aver preso lei come esempio, ma è il classico da non seguire, avrà dei denti perfetti per carità e non vado oltre, ma eleganza zero.
Non ho messo la foto del lato b per ovvie ragioni; non voglio che qualche assatanato finisca sul mio blog.

Con la moda dei leggins, svariati brand (anche low cost) si sono sbizzarriti a creare varie fantastie, alcune assolutamente discutibili. Esempio/scempio? i leggins balle, ops guerre stellari!

Per mia fortuna ancora non ho avuto il dispiacere di vederli addosso a qualche pazza.



L'altro argomento che toccheremo oggi è
 la borsa in plastica di Armani jeans
Vi sentite delle fighe perché avete questa borsa?
Mi spiace contraddirvi, ma possedete la più brutta borsa della storia delle borse.
Secondo me Giorgio Armani si è fatto di oppio quando l'ha approvata; ma quello che non capisco non è tanto lui, bensì chi spende 100 Euro del suo stipendio per un pezzo di plastica.
In giro si possono vedere esemplari di cafone varie che si atteggiano destreggiando quella borsa come se fosse una Kelly di Hermès, che portano la tuta con la scritta sul sedere "Frankie Garage" o peggio ancora jeans con brillantini sulle tasche.
Ragazzi datemi retta, se dovete spendere i vostri soldi così, è preferibile che andiate al mercatino dell'usato e acquistiate una borsa non griffata ma che abbia un minimo di personalità, è la cosa più onesta e chic che possiate fare.



Per concludere l'edizione di oggi della mia nuova rubrica, voglio parlarvi
del fluo.
Il Fluo non è sinonimo di fashion
Il Fluo andava l'anno scorso, ma se vi piace così tanto dosatelo.
Non approvo la giacca fluo, i pantaloni fluo, le mutande fluo, le unghie fluo.
Se poi abbinate il fluo all'uso scorretto dei leggins e magari anche alla borsa in plastica di Armani, siete le mie peggiori nemiche !
Mi date una mano ad abbatterle?


Detto ciò, spero di aver dato un piccolo contributo di stile con il mio pensiero e
vorrei anche sapere, se apprezzate o meno questa mia nuova rubrica.
Un bacio e alla prossima puntata :-)

lfp@


lunedì 1 aprile 2013

Nina Garcia: icona di stile



Potrei dirvi che è stata direttrice di Elle e MarieClaire, potrei dirvi che è una giornalista di moda, potrei dirvi che attualmente fa parte del cast di giudici di Project Runway, ma Nina Garcia è diventata per me un'icona indiscutibile di stile.
Ho finito da poco il suo libro "The little black book of style", una vera bibbia da portare sempre nella borsetta e da ripassare ogni tanto (ma di questo parleremo nei prossimi post).
Nata in Colombia, possiede tutta l'energia positiva e il carisma tipici delle donne centroamericane, ma i suoi studi e la sua passione per la moda, tramandata anche dalla mamma, l'hanno portata ben presto a mettere a frutto il suo stile e il suo pensiero sulla moda.
Cosa mi piace di lei? Il sorriso, la classe, lo stile, perché non esiste una donna elegante che non sappia anche sorridere; e poi diciamolo, è rimasta una delle poche a non mettersi accozzaglie di roba addosso, solo per gridare al mondo: "sono fashion !"




Sul suo sito, che potete visitare cliccando QUI, potete subito rendervi conto di cosa sto parlando; è una sorta di libro aperto sulla moda, riduttivo quindi chiamarlo blog.
Sinteticamente, ma con gran classe, Nina seleziona i suoi capi preferiti dalle ultime collezioni, i trend del momento visti da lei (tanto di cappello) e conoscere ancor meglio chi è anche attraverso i suoi gusti e il suo splendido lavoro e contributo nella moda.

Ma vorrei analizzare meglio il suo stile, con alcune foto prese qua e la, per farvi capire ancor meglio cosa apprezzo di lei.

Eccola con un LBD (little black dress) un pò rivisitato, con splendide maniche a farfalla che danno movimento all' abito.
Apprezzo molto la scelta del vestito semplice ma abbinato ad una collana importante.


Ecco invece,  un argomento che toccheremo nel post che voglio dedicare al libro di Nina: la camicia bianca.
Una base necessaria, quasi indispensabile nel proprio armadio.
Lei la sa indossare con classe e semplicità; apprezzo molto la scelta della cinta particolare sul pantalone nero che impreziosisce anche la camicia.



Adoro, adoro, adoro! Nero e blu elettrico, uno degli abbinamenti che preferisco.
Come sempre, una scelta di classe, una giacca blu e nera damascata indossata con un semplice completo total black.



Ed eccola in un fantastico tubino color fango.
Come vedete la particolarità è tutta nel taglio dell'abito, squadrato, minimal, ma di grande effetto.
Prova evidente di come le cose vanno provate SEMPRE addosso.


Per terminare, eccola in un look più casual ma non scontato.
Il cappotto cammello (altro capo indispensabile nel nostro guardaroba secondo Nina), abbinato ad un completo total black.
Cosa c'è di nuovo? direte.
Guardate la scarpa, cambia davvero tutto.


Nina Garcia ha stile da vendere anche per la scelta dell'arredamento della sua casa.
Guardate come ha arredato il suo meraviglioso appartamento a Manhattan:





Come vedete, anche nella sua casa, Nina sceglie pezzi eleganti, senza tempo, ma che si sposano perfettamente con arredamenti più freschi e moderni, che rispecchiano alla perfezione il suo modo di essere.
E' molto importante che una persona faccia capire chi sia con tutto ciò che ha a disposizione; quello che mostriamo parla di noi, e Nina riesce a trasmettere con il suo abbigliamento e le sue scelte estetiche la stessa serenità che esprime con il suo sorriso.

lfp@

venerdì 29 marzo 2013

Tutte dobbiamo imparare da Carrie

Prima o poi bisognava parlarne.
Di chi? Di lei, l'unica, la sola inimitabile Carrie Bradshaw, interpretata da Sarah Jessica Parker, nella famosissima serie televisiva Sex and The City che prende il nome proprio dalla rubrica che Carrie scrive sul New York Star.




Alzi la mano chi, una volta nella vita, non avrebbe voluto essere lei, solo per aprire le sacre porte della sua cabina armadio, chi non avrebbe voluto avere la sua camera da letto, affacciata su New York con le parenti celesti e tanti quadretti dalla cornice bianca, un lavoro come il suo, e diciamolo: il suo stile.
Lo stile non è qualcosa che si compra al supermercato; o ce l'hai o non ce l'hai e lei ce l'ha !
Si perchè nonostante la serie televisiva sia finita da parecchi anni e nonostante l'uscita di ben due film al riguardo, Carrie è sempre Carrie. I suoi mille look sono incredibilmente attuali e tutto questo è merito del suo stile.





La sua affinità con la moda si nota soprattutto dai suoi abbinamenti azzardati tra vecchio e nuovo (conoscete qualcuno che sappia portare meglio di lei abiti e accessori Vintage?), tra elegante e stravagante e dalla sua passione innata per le scarpe (ne possiede più o meno 100 paia), in special modo per le Manolo Blanhik, d'altronde, come biasimarla?





Quando Carrie apre il suo armadio, rimane secondi, ma che dico! minuti ad ammirarlo, certamente! con quello che le è costato! 
Inevitabile infatti, finire sul lastrico per un armadio del genere.
 Per sua fortuna, un impiego per Vogue riesce a risollevare la sua disastrosa situazione economica, ed ecco tornare il sorriso sul volto di Carrie.



A Carrie tutto è concesso, perchè rende stiloso tutto ciò che indossa, perchè è intelligente, ironica e istintiva.
Ma non solo. Carrie è anche quella donna che mentre sfila insieme ad Heidi Klum, cade dal suo tacco 12 nel bel mezzo della passerella e si rialza continuando a sfilare come nulla fosse, è quella che mette il suo fidanzato  Mr Big al quarto posto perchè prima di lui ci sono Miranda, Charlotte e Samantha, le sue amiche di sempre ed ha il coraggio di indossare una gonna di tulle ed uscire di casa.
E' quella donna in cui ci rivediamo un pò tutte, è quella parte di noi che per convenzione e insicurezza a volte non riesce ad uscire , è l'amica che tutte vorremmo avere (soprattutto per farci prestare scarpe, borse e vestiti!)
La sua sicurezza ci da allegria e coraggio, il suo sorriso ci piace, la sua vita ci fa sognare.
Tutte abbiamo da imparare da Carrie.







lfp@

Prossimamente consigli di stile direttamente dall'armadio di Carrie!
Buona Pasqua!

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